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Sarkozy contrario ad un intervento del Fmi, l’euro affonda

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Dalla Francia nel pomeriggio è rimbalzata la notizia che il Presidente Sarkozy si sarebbe fermamente opposto alla proposta tedesca di affidare al Fmi la ricerca del bandolo della matassa greca. La Francia, come era emerso anche nei giorni scorsi, preferirebbe trovare all’interno della stessa Ue la soluzione al problema, senza affidare a Washington la soluzione di un affare interno.

Da Berlino il portavoce Wilhelm oggi ha cercato di smorzare i toni, affermando che il governo si è limitato a “non escludere l’intervento del Fmi”; nelle segrete stanze oltre alle possibili ripercussioni in politica interna si teme che il salvataggio di uno stato membro possa violare le normative interne dell’Unione.

La moneta unica resta quindi sotto pressione in attesa del summit in agenda per la prossima settimana (25-26 marzo). Bastano 1,350 dollari per acquistare un euro (-1,2%) e 122,36 yen (-1,3%). In risalita quindi il rendimento del bond a 10 anni di Atene, che con un rialzo di 6 punti base si porta al 6,32 per cento, il valore maggiore da fine febbraio; il differenziale con il bund sale così a 320 pb.

Il rischio di un innalzamento dei rendimenti dei titoli di Stato è stato paventato ieri dal premier Papandreou, che nonostante il piano di austerità è consapevole che solo un esito positivo del summit potrebbe invertire il trend.

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