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Saras: pesante rosso nel IV trimestre 2012. Condizioni mercato estremamente difficili

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Pesante perdita per Saras. La società petrolifera italiana ha annunciato di avere terminato  il quarto trimestre 2012 con un rosso di 82,4 milioni di euro rispetto ai -21,3 milioni registrati nel corrispondente periodo del 2011, “principalmente per via della differente incidenza degli ammortamenti e svalutazioni, che nell’ultimo trimestre del 2012 sono stati pari a 89 milioni”. Il risultato netto adjusted nel trimestre è stato negativo per 18,8 milioni rispetto ai profitti per 11,1 milioni registrati nell’analogo periodo 2011. I ricavi del gruppo petrolifero della famiglia Moratti sono invariati a 2,95 miliardi di euro.
Per il 2012, stando ai dati preconsuntivi diffusi questa mattina prima dell’apertura, la società ha visto il giro d’affari salire dell’8% a 11,88 miliardi di euro, con una perdita di 90,1 milioni contro gli utili di 58,8 milioni conseguiti nel 2011. Su base adjusted Saras ha registrato un rosso di 35,2 milioni dai -17,7 milioni di un anno prima.

Gli investimenti per l’esercizio 2012 sono stati pari a 119,3 milioni, in linea con il programma previsto per l’esercizio, e quasi interamente dedicati al settore Raffinazione (circa 97 milioni .
La posizione finanziaria Netta al 31 dicembre 2012 è risultata pari a -218 milioni, in miglioramento rispetto alla posizione di inizio anno (-653 milioni di Euro), per i motivi illustrati in dettaglio nel capitolo ad essa specificamente dedicato.

“Il quarto trimestre del 2012 è stato caratterizzato da condizioni di mercato estremamente difficili in sud Europa sia per il comparto della raffinazione sia per quello della distribuzione e marketing – si legge in una nota – I consumi dei principali prodotti raffinati hanno continuato a calare, mentre il prezzo del petrolio grezzo è rimasto a livelli sostenuti, principalmente per effetto di tensioni geopolitiche”.
Quanto al 2013 il gruppo afferma che “è iniziato in modo decisamente più positivo per la raffinazione, grazie ad una buona domanda extraeuropea di diesel e benzina: quest’ultima in particolare ha mostrato una forza inaspettata. Nonostante i prezzi del petrolio greggio siano ancora elevati, l’ampia disponibilità di grezzi leggeri offre opportunità interessanti, specie alla nostra azienda che, oltre alla sua nota flessibilità, può mettere a frutto gli incrementi di efficienza produttiva ed efficacia operativa, conseguiti negli ultimi anni”.