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Santander: possibile ritardo nella quotazione della controllata britannica

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Il Banco Santander starebbe per rimandare lo sbarco in Borsa della sua controlla britannica. Nel 2010, il colosso bancario spagnolo aveva annunciato di piazzare il 25% del Santander Uk durante la prima parte di quest’anno. L’Ipo dovrebbe portare nelle casse del Santander circa 4,5 miliardi di euro e il Core Tier 1 della banca salirebbe di circa 80 punti base. La strategia di rafforzamento dei coefficienti patrimoniali era stata intrapresa con la quotazione della controllata brasiliana, che aveva fatto fruttare 11 miliardi di dollari.
 
Ma qualcosa è cambiato nei piani alti dell’istituto di credito iberico. Il ritardo, infatti, potrebbe avere qualche legame con il cambio al vertice nel Santander Uk, avvenuto solo poche settimane fa. L’ex amministratore delegato, Antonio Horta-Osorio, è diventato Ceo della rivale Lloyds Bank e al suo posto è subentrata Ana Patricia Botin, figlia del presidente del Santander Emilio Botin. “Ci aspettiamo di avere più informazioni il prossimo 3 febbraio quando il Santander rilascerà i conti relativi al quarto trimestre 2010”, hanno dichiarato gli analisti di Banca Akros confermando la raccomandazione d’acquisto sul bancone spagnolo e il target price a 12,83 euro.


Il business in Gran Bretagna pesa per circa un quarto sui profitti complessivi del gruppo e i 4,5 miliardi che dovrebbero essere generati dalla quotazione candiderebbero il Santander Uk come l’Ipo più importante nel Regno Unito dal 2007. La divisione britannica è il risultato dei 311 sportelli targati Rbs che il Santander ha rilevato lo scorso anno per 1,99 miliardi di sterline. Filiali che si sono aggiunte alle altre banche inglesi che già rientravano nel perimetro dell’istituto iberico: Abbey National, Bradford & Bingley, Alliance & Leicester.
 
Il Banco Santander, inoltre, era finito già la scorsa settimana nel vortice della speculazione. Secondo indiscrezioni riportate da El Mundo, l’amministratore delegato del Santander, Alfredo Saenz, dovrebbe lasciare la sua poltrona su ordine della Corte Suprema della Spagna. Quest’ultima avrebbe infatti vietato al manager di ricoprire qualsiasi carica per un anno, dopo essere stato dichiarato colpevole per frode quando era presidente al Banco Espanol nel 1994. L’ipotesi era però stata smentita da un portavoce della Corte Suprema ma il titolo aveva comunque pagato pegno alla Borsa di Madrid.