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Sanpaolo-Intesa verso governance alla tedesca, resta il nodo della direzione generale

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La banca sull’asse Milano-Torino sarà la prima, in Italia, ad avere una governance dualistica alla tedesca. Una scelta forse nata dall’esigenza di risolvere a monte, rapidamente, il problema che avrebbe potuto inceppare l’operazione: il nodo delle poltrone. Si va quindi verso una soluzione pionieristica per l’Italia con una divaricazione tra consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione. Al vertice del primo Giovanni Bazoli, alla testa del secondo Enrico Salza. Amministratore delegato unico della Superbanca Corrado Passera. Per l’attuale ad di Sanpaolo, Alfonso Iozzo, sarebbero previsti “importanti incarichi” forse nella compagnia Sanpaolo. Invece su Pietro Modiano, attuale direttore generale del gruppo torinese, c’è una generale richiesta perchè resti con lo stesso ruolo nella nuova entità. Nel caso di una sua eventuale defezione, il numero dei managing director potrebbe anche raddoppiare. Ma come funziona il modello dualistico? Introdotto con la riforma Vietti nel 2004, prevede un consiglio di gestione più o meno con lo stesso ruolo del cda. E un consiglio di sorveglianza, nominato dai soci e che nomina il consiglio di gestione, che vigila su questo e approva il bilancio. Ridimensionando alla fine il potere dell’assemblea.