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Sanpaolo-Intesa, stimate sinergie per 1,3 mld al 2009

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1,3 miliari di euro. A tanto ammontano le sinergie derivanti dal matrimonio tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa. Le stime preliminari, rese note sabato in coincidenza con l’approvazione della fusione da parte dei due cda, prevedono quindi sinergie ante imposte per circa 1,3 miliardi di euro, di cui circa il 75% da costi, corrispondenti a circa il 9% dei costi aggregati, “in linea con le recenti operazioni di integrazione nel sistema bancario italiano, senza tenere conto di razionalizzazioni della presenza territoriale e/o di cessioni di attività”. Le sinergie di costo sono previste derivare in particolare da: unificazione dei sistemi IT; unificazione dei back-office; integrazione delle strutture centrali; centralizzazione degli acquisti; rinegoziazione dei contratti esterni; razionalizzazione delle spese amministrative; integrazione/fusione delle fabbriche di prodotto attive nelle stesse aree di business. Le sinergie di ricavo, circa 2% dei ricavi aggregati, dovrebero derivare invece da: incremento dell’efficacia commerciale a seguito dell’accresciuto radicamento territoriale che permetterà di massimizzare il cross-selling e di aumentare lo share of wallet (quota di portafoglio) e il numero di clienti nelle province in cui si registrerà il maggior miglioramento della posizione competitiva; incremento dell’efficacia commerciale a seguita dell’accresciuta massa critica, che permetterà di ottimizzare la leva del pricing grazie alle economie di scala e di scopo; allineamento del nuovo Gruppo alle best practice interne, grazie alla messa a fattor comune di prodotti, servizi, approcci commerciali e strumentistica. Gli oneri di integrazione “una tantum” stimati preliminarmente ammontano a 1,5 miliardi di euro ante imposte.