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Sanpaolo-Intesa: mercato non rispetta i concambi, i torinesi ancora premiati

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Anche questa mattina, come del resto è successo ieri, i titoli Banca Intesa e Sanpoaolo non rispettano il tasso di concambio deciso dai rispettivi cda per il progetto di integrazione, e pari a 3,115 Intesa ogni titolo Sanpaolo. Attualmente il mercato premia i titoli del gruppo torinese, che quota al momento 16,03 euro. Se il concambio fosse rispettato dal mercato, con i titoli intesa che viaggiano a 5,0175 euro, le Sanpaolo dovrebbero quotare 15,79 euro. La differenza, pari a circa il 2,5%, rappresenta la scommessa del mercato per una possibile revisione dei termini dell’intesa. “Anche se il Santander e alcune fondazioni azioniste dell’istituto torinese hanno manifestato il proprio dissenso al concambio, non penso che ci siano al momento spazi di trattativa” ha commentato il responsabile dei fondi flessibili per Ersel sgr Tommaso Pavia. “Bisogna attendere innanzitutto il risultato delle due diligence, per le quali ci vorrà un po’ di tempo. Ora è possibile dire che sul mercato qualcuno specula su questi malumori, sapendo che la perdita massima, relativa ai prezzi di Intesa, è di circa un 2%. Un rischio che il mercato non pensa essere eccessivo”. Perché, con uno spread superiore al 2% gli arbitraggisti non prendono posizioni? “I tempi per la fusione sono ancora incerti, e gli arbitraggisti hanno bisogno di certezze da questo punto di vista- continua Pavia-. Questo perché devono prendere titoli a prestito per comporre l’operazione (in questo caso vendita di Sanpoalo e contestuale acquisto di Intesa) e devono confrontare il costo del prestito, legato al tempo, con il massimo vantaggio ottenibile. Ma se la tempistica è ancora incerta non è facile valutare la convenienza”.