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SanPaolo Imi sotto la lente di Actinvest

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Gli analisti di Actinvest hanno fatto i conti in tasca a SanPaolo Imi. Ebbene il gruppo torinese ha superato la prova. “Complessivamente, i risultati sono stati in linea con le nostre attese in termini di ricavi e redditività operativa, denotando un’ottima tenuta nonostante un quadro di riferimento non favorevole”, lodano gli analisti dalla sim londinese. Passando in rassegna i numeri, gli esperti spiegano che “il gruppo SanPaolo Imi ha chiuso il secondo trimestre 2004 con un margine d’interesse di 907 milioni di euro con una contrazione del 2,6% rispetto al secondo trimestre 2003, ma perfettamente in linea con le nostre stime in virtù dell’impatto della riduzione dei tassi d’interesse che ha penalizzato soprattutto il rendimento del free capital”. Come le altre banche, SanPaolo ha infatti modificato il mix nella politica di lending, con la componente a medio lungo termine in crescita del 7,3% a quota 81 miliardi, mentre quella a breve è calata del 14% a quota 41,7 miliardi. Tutto questo ha avuto un risvolto positivo. “Le commissioni nette sono state pari a 817 milioni, con un incremento del 14% rispetto al secondo trimestre 2003, superiori alle nostre stime di 790 milioni di euro, trainate dall’asset management (+14%) e dai servizi d’incasso e pagamento (+34%)”, spiegano gli esperti. “Il totale ricavi è stato pari a 2,013 milioni di euro in crescita dell’1,5% rispetto al secondo trimestre 2003, ed a nostre attese di 2,003 milioni di euro. Il risultato operativo si è attestato a quota 773 milioni di euro, in crescita del 6,5% rispetto al secondo trimestre 2003, leggermente superiore alle nostre stime di 762 milioni. Le rettifiche su crediti ed accantonamenti si sono attestate a quota 188 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto allo scorso anno, e superiori alle nostre stime di 168 milioni, denotando un atteggiamento conservativo nonostante l’ottima qualità dell’attivo”. Risultato: “restiamo positivi su SanPaolo anche se in un’ottica di medio-lungo termine, poiché nel breve termine il titolo potrebbe non esprimere le proprie potenzialità considerando la maggiore sensibilità all’andamento dei mercati finanziari e all’asset management”, concludono gli analisti della casa d’affari londinese, confermando la raccomandazione di buy(titolo da acquistare) su SPI con un target price a 11,3 euro.