Sanpaolo-Dexia, Santander non vuole reggere la candela

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Vendere 70 milioni di azioni SanPaolo Imi. Ecco lo schiaffo del Santander all’istituto torinese, che ha confermato la scorsa settimana di aver avviato colloqui preliminari con Dexia, banca franco-belga. L’indiscrezione rimbalza da Londra nelle sale operative milanesi. Il socio spagnolo non avrebbe digerito l’idea di reggere il moccolo di quella che potrebbe diventare la quarta banca europea. E così avrebbe deciso di disfarsi un po’ dell’ingombrante partecipazione in Spi, circa il 10% del capitale, dopo il voltafaccia di Antonio Fazio. Il governatore di Bankitalia si è sempre opposto a una crescita del Santander nella banca torinese. E vedersi scippare sotto il naso l’occasione che si rincorre da una vita non è certo cosa gradita. Ma c’è dell’altro. Se sfumasse il gemellaggio SPI-Dexia si sarebbe fatta avanti anche Société Generale, una delle principali realtà francesi, che avrebbe convocato in fretta e furia un cda per varare l’operare. L’istituto parigino ha smentito l’ipotesi della riunione, ma non quella dell’Opa, sulla quale si è limitata a un no comment. Ridisegnare la mappa del credito non è facile. Ma una cosa è certa: giocare la partita in panchina al Santander non va.

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