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San-Intesa: Credit Agricole già in pista per gli sportelli, Pedersoli regista

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L’aggregato Sanpaolo Intesa, che deve passare per la sua completa realizzazione da due assemblee che si preannunciano calde, è in soprappeso. Trabordano circa 600 sportelli, per stessa ammissione dei due istituti, e il dimagrimento è necessario, non solo per razionalizzare la rete ma anche per eliminare quelle posizioni dominanti in alcune province che superano i limiti antitrust che impone Bankitalia. Sono sportelli appetiti un po’ da tutte le banche, e lo stesso Alessandro Profumo, gran capo di Unicredit, ha affermato (senza troppa convinzione, per la verità) che potrebbe farci un pensierino. Ma le mani su quegli sportelli, salvo poi ritirale in un secondo momento, le ha messe il Credit Agricole, che vuole un’adeguata compensazione per l’allentamento del controllo su Intesa post-fusione. E la Banque Verte non vuole perdere tempo: secondo quanto risulta a Finanza.com i colloqui con Banca Intesa, interlocutore privilegiato per questo affare, sarebbero già iniziati. Gran regista dell’operazione è lo studio Pedersoli, che con la partita di San-Intesa ha fatto l’en plein. Lo studio milanese è infatti consulente di Giovanni Bazoli per la fusione, e ora si occuperà anche degli sportelli in eccesso. Un fatto questo, raccontano i ben informati nei milieu legali meneghini, che avrebbe infastidito non poco altri importanti studi legali che lavorano con Intesa, piccati per l’esclusione. Tra questi Bonelli Erede Pappalardo, rimasto totalmente fuori dalla partita. E alla richiesta di lumi da parte dello stesso Sergio Erede, Bazoli avrebbe risposto che il suo studio già lavora con il Credit Agricole e con il Santander. E in ambito giuridico, si sa, talvolta la forma è anche sostanza.