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Samsung perde contro Apple e prepara l’appello. Nokia festeggia in Borsa

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Apple vince la battaglia californiana contro Samsung. Dopo tre settimane di dibattito, il produttore coreano di tecnologia mobile – fornitore, tra l’altro, di molta componentistica per la stessa Apple – si è visto condannare al pagamento di oltre 1 miliardo di dollari a favore della creatura di Steve Jobs, avendone, secondo la sentenza, violato quattro brevetti. Nessun risarcimento invece per Samsung, che a sua volta aveva richiesto oltre 421 milioni di dollari in risarcimento  per cinque brevetti che sarebbero stati violati da Apple. A far decidere in questo senso, una mail inviata da Google (gruppo autore di Android) a Samsung, dove si invitava il produttore del Galaxy a modificare il design degli ultimi prodotti per l’eccessiva somiglianza con quelli di Apple. A Seoul le azioni di Samsung hanno ceduto quasi l’8%, raggiungendo il massimo calo da quattro anni. Ma il gruppo asiatico ha già annunciato che ricorrerà in appello.

A preoccupare l’azienda coreana non è tanto la multa miliardaria, quanto la probabilità di vedersi bloccati i dispositivi Android di ultima generazione, cosa che lascerebbe a Apple tutto lo spazio per recuperare quote di mercato anche nel commercio dei tablet.
Non solo: probabilmente in queste ore non è solo Samsung a non dormire sonni tranquilli. A tremare davanti alle sentenze che favoriscono la casa di Cupertino potrebbero essere tutti i produttori di smartphone che montano un sistema operativo Android. Si, perchè lo scontro planetario tra iPhone e Galaxy, nel quale è davvero difficile decidere chi abbia copiato chi, e soprattutto capire se montare applicazioni e funzioni ormai di uso comune su qualsiasi smarphone significhi veramente violare una qualche proprietà intellettuale, sembra nascondere una guerra non tanto tra design e applicazioni di smartphone concorrenti, quanto tra il sistema operativo di Apple (iOs) e quello di Google, contro il quale il defunto Steve Jobs aveva annunciato una guerra senza esclusione di colpi.

Il commento di Google alla sentenza californiana è stato laconico. “La corte di appello esaminerà sia l’infrazione che la validità delle rivendicazioni sui brevetti”, comunicano da Mountain View. “La maggior parte di questi non si riferiscono alla versione standard del sistema operativo Android”. Ciò che il comunicato non dice è che le presunte infrazioni riguardano comunque applicazioni che danno il massimo proprio con il sistema Android, il che equivale ad un attacco a Google indiretto sì, ma non poi così remoto.

Tra i due litiganti, quindi, il terzo a godere potrebbe essere Microsoft, col suo Windows Phone, e soprattutto il suo partner Nokia, che lotta a fatica contro Apple e Samsung per riprendersi un primato sui dispositivi mobili che è ormai solo un lontano ricordo dell’era dei primi cellulari. Oggi ad Helsinki il titolo Nokia è balzato del 6,3%.