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Samsung: il caso Galaxy mette sotto pressione il Pil di un’intera nazione

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L’effetto del “caso Samsung” si fa sentire anche sul Pil della Corea del Sud. Ieri la Banca Centrale del Paese ha infatti ridotto le stime di crescita del Pil per il 2017 portandole ad un +2,8% dal precedente +2,9%. Ferme al +2,7% invece le stime sulla crescita 2016. Il governatore della Banca Centrale coreana (BoK), Lee Ju-Yeol, ha affermato che il caso Galaxy Note 7, per cui Samsung ha disposto lo stop alla produzione, avrà un impatto negativo sull’economia del Paese e sulle esportazioni, confermando però i tassi di riferimento al minimo storico dell’1,25%.

Per gli analisti la Bok ha lasciato invariati i tassi anche alla luce dell’incombente manovra rialzista della Federal Reserve che potrebbe mettere sotto pressione la valuta locale. Ricordiamo che sul governo coreano incombono anche altre importanti questioni, quali le pressanti trattative sindacali con la Hyundai Motor, dopo i recenti scioperi che ne hanno ridotto la produzione, e gli strascichi del fallimento della Hanjin, colosso dei trasporti nel Paese.

Tornando a Samsung, il governatore della BoK si è detto fiducioso sulla capacità del gigante tech di recupera la fiducia dei consumatori nel più breve tempo possibile. Il gruppo di Suwon intanto ha già varato una politica proattiva volta al rilancio del gruppo e al contenimento dei danni, attraverso sconti e incentivi finanziari ai clienti.

In questo quadro sembra già ricominciata la risalita in Borsa. Dopo il crollo di oltre il 10% in tre giorni a Seul, che ha costituito anche una zavorra anche per l’indice domestico, il titolo sembra già avviato al recupero. A favorire la ripresa sembrano esserci anche le aspettative di alcune concessioni del management, come quella di un maxi dividendo straordinario per ridurre l’eccesso di liquidità aziendale.