1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Salvati dal dollaro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il forte recupero messo a segno dalla valuta statunitense rispetto all’euro in questi primi dieci mesi del 2005 ha permesso ai fondi azionari europei che investono nei titoli Usa di compensare le perdite incassate dalle principali Borse a stelle e strisce

Nonostante la forza dimostrata dall’economia a stelle e strisce in questi primi nove mesi del 2005 sia stata capace di mostrare un’intensità chiaramente superiore a quella della maggior parte dei paesi del Vecchio Continente, le Borse Usa sono riuscite a stento a mantenersi in territorio positivo. Il dato contrasta con le performance offerte dai principali indicatori azionari europei che, nello stesso arco temporale, hanno saputo offrire ritorni a due cifre. A titolo di esempio, l’indice di riferimento statunitense Dow Jones Industrials perde il 2% in dollar terms, mentre il Dow Jones Euro Stoxx 50 dell’area euro ha offerto un rendimento superiore al 17%.

Esperti e gestori di fondi spiegano quest’apparente anomalia sostenendo che non è sempre possibile individuare una correlazione diretta tra le prospettive economiche di una macro- regione e il comportamento dei listini azionari. La natura globale e la qualità di molte imprese dei paesi industrializzati fa si che i risultati delle corporate possano essere eccellenti anche in presenza di un contesto domestico poco propizio. Il nuovo trend assume un’importanza rilevante in un contesto di lungo periodo da sempre caratterizzato dalla presenza di una correlazione diretta tra l’incremento dei benefici aziendali e il buon comportamento delle Borse domestiche.

Una combinazione di valutazioni attuali relativamente meno convenienti e un aumento dei benefici aziendali di qualche punto inferiore a quello conseguito dalle aziende europee, sono probabilmente le cause della sotto- performance sperimentata dai listini locali rispetto a quelli europei. Quest’anno, le minori potenzialità hanno coinvolto anche le società a piccola e media capitalizzazione statunitensi (che negli ultimi anni avevano beneficiato di una crescita degli utili superiore alla media del mercato). Il Russell 2000, l’indice di riferimento per le small caps Usa, guadagna appena il 2% (battendo comunque lo Standard and Poor’s 500, cresciuto solo dell’1,3%).

Tuttavia, le performance dei fondi azionari Usa dedicati alle società a grande, piccola e media capitalizzazione presentano ottimi ritorni ( +15% in media) nel caso in cui il valore della quota sia denominato in euro. Il forte recupero messo a segno dal dollaro rispetto alla valuta unica ha raggiunto il 13% da inizio anno. Il sottoscrittore di fondi che puntano sulle performance realizzate dal mercato azionario Usa, non dovrebbero mai dimenticare che la maggior parte dei fondi commercializzati in Europa non adotta alcuna strategia di copertura per i rischi derivanti dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro. L’assenza di questa copertura determina una crescita della volatilità e gioca un ruolo di primo piano nel calcolo della performance.

Una situazione opposta a quella odierna ha avuto luogo nel 2004, quando la forte caduta del biglietto verde ha pilotato le performance di queste categorie di fondi in territorio negativo a dispetto del buon comportamento degli indicatori statunitensi. Le oscillazioni sperimentate dal cambio euro/ dollaro nell’ultimo biennio devono far riflettere gli investitori che vogliano acquistare quote di fondi denominate in euro che investono sui mercati azionari Usa. Per il futuro di breve periodo bisognerà prestare attenzione a due variabili: il dollaro Usa è molto sensibile alle oscillazioni dei tassi di interesse (l’aumento del gap tra tassi Usa e quelli europei potrebbe giocare a favore del dollaro); gli squilibri dell’economia statunitense legati al duplice deficit potrebbero riflettersi negativamente sulla crescita economica e, conseguentemente, provocare una nuova fase di debolezza per la divisa Usa. (a cura di Fondionline.it)