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Salini Impregilo fa shopping negli Usa, acquistata Lane Industries. Nei primi 9 mesi utile sceso del 27%

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Salini Impregilo acquisterà l’americana Lane Industries, il maggior costruttore di autostrade e principale produttore privato di asfalto negli Stati Uniti. L’acquisizione avverrà per 406 milioni di dollari (pari a 380 milioni di euro) al netto delle componenti aggiuntive che verranno definite al closing. Con questa operazione Salini Impregilo si rafforza negli Usa e prevede “significative sinergie commerciali”. Il nuovo gruppo che verrà a crearsi realizzerà ricavi complessivi pro-forma di oltre 6 miliardi di dollari per il 2015, e il segmento delle costruzioni Usa diventerà fondamentale per il gruppo, rappresentando circa il 21% dei ricavi complessivi. 
Salini stima che il mercato Usa delle infrastrutture dei trasporti (130 miliardi di dollari nel 2014) possa avere una crescita superiore a quella del Pil grazie alla ripresa economica, all’incremento demografico e alla domanda per l’ampliamento e il mantenimento delle infrastrutture esistenti. 
L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione, è soggetta al via libera degli azionisti di Lane e dell’Antitrust Usa, ma dovrebbe essere finalizzata nel gennaio 2016. Il gruppo italiano finanzierà l’operazione con la liquidità disponibile, linee di credito esistenti e nuovi finanziamenti disponibili al closing.
Conti nei primi nove mesi: crescono i ricavi, ma utile giù
Insieme all’operazione di acquisizione, il consiglio di amministrazione di Salini Impregilo ha approvato anche la relazione finanziaria intermedia. Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo ha realizzato ricavi pari a 3,367 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% rispetto al corrispondente periodo del 2014, con un portafoglio ordini totale pari a 33,7 miliardi. Il margine operativo lordo (Ebitda) è salito dell’11% a 340,4 milioni di euro, mentre il margine operativo netto (Ebit) è passato a 185,2 milioni rispetto a 180,4 milioni del 2014. Tuttavia, l’utile netto è sceso del 27,5% a 80,2 milioni, includendo una perdita da attività operative cessate pari a 7,7 milioni, rispetto ad un utile netto di 110,5 milioni dei primi nove mesi del 2014, che invece includeva un utile da attività operative cessate per 65,3 milioni.
Al 30 settembre l’indebitamento netto ammonta a 357,3 milioni (a giugno 378,6 milioni), con una crescita di 268,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2014.