Sale il rischio-Germania: domanda debole per l'asta di Berlino, domani tocca alla Spagna

Inviato da Micaela Osella il Mer, 01/12/2010 - 16:10

I mercati si sono concessi una giornata di tregua. Le previsioni di fine anno non indicano ancora bel tempo in Borsa, ma gli speculatori almeno per un giorno hanno aggiustato il tiro e rimesso le armi, in attesa di colpire ancora. Anche il mercato primario del debito pubblico dell'Eurozona ne ha beneficiato. In un clima di pace apparente si sono ridotte le tensioni sugli spread dei titoli di stato dei Paesi periferici dell'eurozona, dopo l'exploit della vigilia: per l'Italia il premio di rendimento dei titoli decennali rispetto al bund tedesco è tornato sotto quota 180 punti a 179. Per la Spagna il differenziale di rendimento dei bond decennali con il bund si è ridotto a 254 punti e quello del Portogallo a 390 punti.

"Oggi la Bce sta acquistando i bond del Portogallo, ieri bond irlandesi. Una linea difensiva che sembra premiare, le Borse reggono", hanno segnalato nelle sale operative, avvertendo: "meglio non abbassare la guardia, la volatilità sui mercati resta enorme". A dare una spallata alle Borse ci penserà domani Jean Claude Trichet. Il presidente della Bce è atteso al varco: dovrà decidere se cambiare qualcosa nelle modalità che regolano le aste di rifinanziamento con cui Francoforte concede denaro alle banche oppure no. A ottobre Lisbona al Bancomat della Bce ha prelevato un terzo delle risorse disponibili. Una situazione che rischia di diventare insostenibile se anche Madrid dovesse capitolare.

Prima che la speculazione sul rischio contagio nella zona euro montasse, era quasi scontato che la Bce chiudesse i rubinetti. Adesso non lo è più. Anzi, gli investitori sperano chiaramente in un ripensamento dell'Eurotower. C'è anche chi azzarda che la Banca centrale europea ripercorrerà le orme della Fed: concederà prestiti, senza sterilizzare la liquidità. Ma in realtà nulla è sicuro. E' stato lo stesso Trichet ieri a mettere in guardia. "La Bce non cambierà la sua politica monetaria a causa della situazione di uno dei 16 Paesi dell'Eurozona", ha tuonato.

Se l'Eurotower assumerà un nuovo atteggiamento, potrebbe non giocare più in panchina Klaus Regling. Il presidente dell'Efsf, l'ombrello anticrisi dell'Eurozona, ha annunciato che verranno emessi bond per un ammontare compreso tra 5 e 8 miliardi di euro. Obiettivo trovare i fondi che finiranno nel pacchetto di salvataggio approntato per l'Irlanda, e poi magari anche per le prossime vittime della crisi del debito sovrano. Quel che è evidente è che sul mercato non c'è molta voglia di fare acquisti. L'ultima riprova l'esito dell'asta tedesca. La Germania ha piazzato titoli a cinque anni per 4,130 miliardi di euro a un tasso medio di 1,73%, secondo quanto comunicato dalla Bundesbank. Ne avrebbe dovuto emettere 5 miliardi di Bobl. L'asta è andata tecnicamente scoperta. Per la seconda volta di seguito.
Secondo Luca Cazzulani di Unicredit la ragione dello scarso appeal dell'emissione tedesca è da ricercare nel basso livello dei rendimenti offerti. Non per Carmela Pace, convinta invece che l'emissione abbia risentito delle tensioni dei mercati. "Si sta iniziando a ragionare non più sui singoli paesi, ma sulla stabilità dell'intera area. Si teme un deterioramento generale", è stata la sua analisi. "Pertanto gli investitori stanno iniziando a ridurre anche la fiducia sulla Germania, a cui toccherà maggiormente aiutare i Paesi dell'area euro che sono in difficoltà".

"L'asta tedesca di oggi si è concretizzata con un fallimento tecnico: si tratta di un risultato che non era certamente atteso", ribadisce anche Matteo Regesta, strategist di Bnp Paribas a Londra. "Con il senno del poi ieri abbiamo assistito a movimenti molti forti sugli spread di Italia, Belgio e Spagna. Pertanto possiamo individuare il motivo del risultato dell'asta tedesca nel rischio contagio che ormai ha infettato il Portogallo". Che la temperatura su Lisbona si stia alzando, lo si ravvisa anche dall'esito dell'asta odierna. Il Tesoro portoghese ha collocato questa mattina 500 milioni di euro di titoli ad un anno. Un ammontare contenuto, dicono al riguardo gli esperti, ma indicativo. Il rendimento è salito al 5,281%, dal 4,813% del 17 novembre ed il titolo prezza 95,116, dal 95,359 precedente. Domani a salire in cattedra è la Spagna: piazzerà se tutto va liscio titoli di Stato tra i 1,75 e 2,75 miliardi. Anche la Francia sarà impegnata con un asta per 5 miliardi.

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