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Saldi al via, guida allo shopping

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Se è vero che l’Epifania tutte le feste si porta via è altrettanto vero che più o meno in corrispondenza dell’arrivo della Befana arriva anche il periodo dei saldi nei negozi ad alleviare le pene dei consumatori, il cui portafoglio, nella maggior parte dei casi, è stato messo a dura prova dal Natale e dal cenone di Capodanno. I saldi, come di consueto, prendono il via in giorni diversi, a seconda delle città italiane. Ad aprire le danze sarà Napoli, il 5 gennaio, seguita a ruota da Torino, Genova e Ancona, dove gli sconti avranno inizio il 6 gennaio, proprio il giorno dell’Epifania. L’ora X scatta invece il 7 gennaio a Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Bari e Palermo, mentre a Cagliari bisognerà attendere fino all’8 gennaio, a Roma fino al 13 e a Reggio Calabria, fanalino di coda, fino al 15.


E quest’anno, per i saldi invernali del settore abbigliamento, ci si aspetta un afflusso superiore a quello degli altri anni, anche perché, considerato il clima fino a qui piuttosto mite, i consumatori hanno spesso preferito posticipare l’acquisto di capi pesanti e invernali al periodo degli sconti, evitando così di acquistare a prezzo pieno correndo per di più il rischio di non potere sfruttare la merce. E in previsione della presa d’assalto ai negozi è bene ricordare ai consumatori che spesso dietro ai saldi si nascondono vere e proprie fregature. Ma come accorgersene e soprattutto evitarle? L’Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) presenta il decalogo aggiornato con le ultime norme di riferimento e le regole d’oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti.

Innanzi tutto è bene conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare e il consumatore ha a disposizione due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. Altri consigli da parte delle associazioni dei consumatori sono quelli di servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia e di acquistare merce della quale si conosca già il prezzo o la qualità. Inoltre, è meglio diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non permettano di visionare bene la merce. Da ricordare, infine, che la merce “vecchia” offerta in saldo deve comunque essere separata dalla “nuova” e che nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat il commerciante è tenuto ad accettare queste forme di pagamento anche in occasione dei saldi.


Confesercenti, associazione a tutela degli operatori del commercio e del turismo, stila un decalogo in cui invita gli esercenti a far in modo che le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario siano “reali ed effettive”. I prodotti esposti per la vendita – rende noto Confesercenti – devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità. I dati da esporre nei cartellini sono il prezzo normale (quello originario), la percentuale di sconto e il prezzo finale di vendita.