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Salari italiani si confermano tra i più bassi dell’area Ocse

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Buste paga italiane tra le più magre dell’area Ocse. Secondo l’ultimo rapporto Taxing Wages stilato dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), l’Italia risulta ventitreesima tra i Paesi aderenti all’organizzazione per quanto riguarda il livello dei salari medi. I dati sono riferiti al 2009 con posizione del Belpaese stabile rispetto all’anno precedente. I salari per un single italiano senza figli risultano inferiori del 16,5% rispetto alla media dei trenta Paesi Ocse con il salario medio netto annuale degli italiani che risulta pari a 22.027 dollari. A pesare fortemente è il salasso fiscale. Nel 2009, la pressione fiscale in Italia si è attestata intorno al 46,5%. Solamente Belgio, Ungheria, Germania, Francia e Austria hanno una pressione fiscale maggiore. Non va però trascurato il fatto che Paesi come Francia e Germania garantiscano salari medi decisamente più elevati di quelli italiani nonostante il peso del fisco.

Dati che non hanno mancato di sollevare le proteste delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha ribadito che dal 2002, anno di introduzione dell’euro, i prezzi ed il costo della vita sono raddoppiati, mentre stipendi, salari e pensioni sono rimasti al palo. “La mancata difesa dei salari reali e del potere d’acquisto delle famiglie – riporta l’associazione – ha ridotto sul lastrico sempre più persone, sono aumentate le disuguaglianze ed è aumentato anche il divario con gli altri Paesi Ue in termini di reddito pro capite”. La richiesta è quella di mosse concreta da parte del Governo per ovviare a questo annoso problema dell’Italia. Nodo difficile da affrontare in questo periodo caratterizzato da elevati deficit di bilancio che hanno costretto altre nazioni, come la Grecia e la Spagna, ad adottare misure di austerity che vanno nella direzione di tagli e congelamento dei salari pubblici al fine di ridurre il debito.

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