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Saipem: Scaroni sul punto di tagliare i vertici. Tali verso le dimissioni

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L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, avrebbe deciso di tagliare il vertice di Saipem. E’ quanto risulta dalla versione online de Il Sole 24 Ore secondo cui il provvedimento sarebbe legato allo scandalo che ha colpito la compagnia di Stato algerina, Sonatrach, e che ha portato alle dimissioni del presidente Mohamed Meziane e di altri dirigenti. Saipem, insieme ad altre aziende straniere, sarebbe coinvolta nelle indagini in corso di un tribunale ad Algeri.

Sempre secondo il quotidiano di Confindustria, l’amministratore delegato del gruppo specializzato nella costruzione di infrastrutture per giacimenti di idrocarburi e in quella di oleodotti, Pietro Franco Tali, potrebbe rassegnare le dimissioni in un consiglio di amministrazione convocato per l’occasione oggi. Finanza.com non è riuscita al momento a contattare l’azienda per un commento ufficiale.

Cuore dell’inchiesta sarebbero tre dossier tra cui quello riguardante un contratto firmato a giugno tra Sonatrach e Saipem da 580 milioni di dollari per la realizzazione del gasdotto GK3, contratto che, a detta del quotidiano che cita giornali algerini, sarebbe stato ottenuto dalla società italiana a condizioni dubbiose. Non si sono fatte attendere le conseguenze a Piazza Affari. Il titolo sul Ftse Mib è crollato di oltre il 4% a 32,68 euro e poco dopo Borsa Italiana ha emesso una nota in cui ha reso noto che le azioni ordinarie di Saipem, insieme a quelle risparmio e ai relativi strumenti derivati sono sospese dalle contrattazioni in attesa di un comunicato. Il titolo ha visto scendere il proprio valore di mercato da 18,8 a 14,4 miliardi di euro.

L’azione oggi ha dovuto fare i conti anche con un’altra notizia negativa. Citigroup ha infatti rimosso il titolo della controllata del Cane a sei zampe dalla sua “focus list” europea. Gli analisti hanno però confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 34,16 euro in scia alla crescita strutturale nella produzione offshore di petrolio e gas. Per la banca d’affari Usa gli ordini offshore hanno raggiunto livelli record e nel 2013 ritiene che ci siano ulteriori margini per un aumento.