Saipem: Scaroni, South Stream a rischio. In rosso titolo a Piazza Affari - Errata Corrige

Inviato da Flavia Scarano il Ven, 21/03/2014 - 11:27
Quotazione: SAIPEM
La notizia pubblicata alle 10.32 contiene un errore. Ce ne scusiamo con i lettori. Sulla base delle informazioni disponibili e delle comunicazioni ricevute al 13 febbraio 2014, gli azionisti possessori di quote superiori al 2% del capitale della Saipem sono: Eni (42,930%), Dodge & Cox (5,045%) e Massachussetts Financial Services Company (2,016%). Qui di seguito il testo della notizia corretto.

Eni e la controllata Saipem contrastate a Piazza Affari. I titoli sul Ftse Mib registrano rispettivamente un +0,56% a 17,69 euro e un -0,11% a 17,26 euro. Ieri l'amministratore delegato del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, durante un'audizione alla Camera ha affrontato alcuni tematiche calde del gruppo petrolifero. In particolare il top manager ha dichiarato che nessuna trattativa è in corso su un'ipotetica fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7. Non sono mancati anche i riferimenti alla crisi ucraina in corso, crisi che tocca da vicino il progetto del gasdotto South Stream. Scaroni non sa se a questo punto il progetto verrà realizzato perchè la crisi ucraino-russa metterà in forse le molte autorizzazioni che i Paesi europei dovranno dare per la realizzazione dell'opera.

Lo scorso 17 marzo Saipem si è aggiudicata da South Stream Transport, joint venture composta da Gazprom (50%), Eni (20%), Edf (15%) e Wintershall (15%), il contratto per la costruzione della prima linea del gasdotto sottomarino South Stream, per un valore di circa 2 miliardi di euro (11% del backlog di gruppo e il 20% della raccolta ordini E&C stimata per il 2014). "L'eventuale non esecuzione dei lavori, che dovrebbero partire a novembre 2014, ridurrebbe significativamente la visibilità delle nostre stime 2014 e 2015", commenta Equita nel report odierno. Gli analisti mantengono una view cauta sul titolo, confermando il giudizio hold su Saipem e target price a 16,4 euro.
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