Saipem: nuovo profit warning, nuovo shock in Borsa. Titolo crolla con un tonfo di oltre il 20%

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 17/06/2013 - 09:43
Quotazione: SAIPEM
E' il secondo shock in cinque mesi per Saipem a Piazza Affari. Il primo è avvenuto lo scorso 29 gennaio dopo il profit warning ed era costato una perdita del 34% in Borsa in una sola seduta, ovvero 4,5 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati. Oggi si replica. Il titolo della controllata di Eni segna un tonfo di oltre 20 punti percentuali trattando a 15,70 euro, ormai lontanissimo dai 40 euro dell'agosto 2012. Il motivo del capitombolo è sempre lo stesso: un altro allarme sugli utili. Venerdì a mercati chiusi la società ha fatto sapere che quest'anno si chiuderà con una perdita tra 300 e 350 milioni di euro, mentre a metà aprile i vertici del gruppo avevano ribadito di aspettarsi un utile netto pari a 450 milioni di euro.

Saipem ha inoltre annunciato la riduzione delle previsioni sull'Ebit 2013 di un importo tra 650 e 750 milioni di euro, di cui circa la metà è dovuta alle attività in Algeria. E proprio nel Paese nordafricano i rapporti con Sonatrach si sono ulteriormente deteriorati nelle ultime settimane. "L'atteggiamento della compagnia petrolifera algerina verso Saipem è radicalmente cambiato nelle ultime settimane, verosimilmente a causa della recente intensificazione e allargamento delle indagini da parte delle autorità algerine", ha spiegato Saipem in una nota.

Oltre ai problemi in Algeria, il profit warning è stato motivato anche per le criticità operative in relazione a due contratti a terra in fase avanzata di esecuzione in Messico e Canada e per le problematiche tecniche relative al segmento E&C  Offshore. Nonostante il nuovo taglio delle stime per il 2013, la società ritiene che la profittabilità tornerà a crescere a partire dall'anno prossimo.

Questa mattina i downgrade degli analisti non si sono fatti attendere. Exane ha tagliato il giudizio su Saipem a underperform da neutral, mentre Kepler ha ridotto la raccomandazione a hold da buy. Ma non solo. Sul titolo della controllata di Eni, Mediobanca ha abbassato il target a 17,4 da 23,7 euro, BofA Merrill Lynch a 16 da 21 euro, Credit Suisse a 16 da 22 euro, Nomura a 18 da 22 euro, Morgan Stanley a 20 da 27,5 euro.
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