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Saipem: Eni cede il 12,5% al FSI, vara aumento da 3,5 miliardi e piano debito. Vola il titolo

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Saipem vara un maxi riassetto e inizia il processo che porterà il distacco da Eni dopo ben 58 anni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha ceduto il 12,5% di Saipem al Fondo Strategico Italiano (FSI) scendendo così al 30,4% dall’attuale 42,9% della società attiva nei servizi all’industria petrolifera. La discesa nel capitale permetterà a Eni di deconsolidare il debito di Saipem, che a fine settembre si è attestato a 5,73 miliardi di euro. In questa direzione Saipem procederà al rifinanziamento del debito attraverso nuove linee di credito con un pool di banche per 3,2 miliardi di euro.
Oltre al rifinanziamento del debito, il nuovo piano strategico approvato dal Cda di Saipem include un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro da completare nel primo trimestre del 2016. L’aumento andrà a ridurre la leva finanziaria netta dal 4,6x previsto a fine 2015 all’1,7x su base pro forma. L’indebitamento lordo residuo, pari a 3,2 miliardi di euro alla chiusura dell’operazione, verrà quindi rifinanziato attraverso le nuove linee di credito messe a disposizione da un pool di banche. Il rating del nuovo debito targato Saipem è atteso rientrare nella categoria “investment grade”.
Dopo l’annuncio del maxi riassetto e della cessione di Eni al FSI a Piazza Affari piovono acquisti sul titolo Saipem che vola con un balzo di circa 11 punti percentuali a 8,87 euro.
Il nuovo piano strategico di Saipem prevede un obiettivo di riduzione dei costi per il periodo 2015-2017 pari a 1,5 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,3 miliardi indicati in precedenza. Il margine operativo (Ebit) passerà da circa il 5,5% nel 2016 a un oltre il 7,5% nel periodo di piano. Gli investimenti di Saipem saranno inferiori a 600 milioni di euro all’anno nel 2016 e nel 2017. L’indebitamento finanziario netto è previsto sotto quota 1,5 miliardi di euro il prossimo anno e sotto 1 miliardo di euro entro il 2017.
Oltre al piano strategico, Saipem ha diffuso anche i risultati finanziari. La società ha chiuso i primi nove mesi del 2015 con una perdita di 866 milioni di euro che si confronta con l’utile di 212 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. L’Ebit è negativo per 640 milioni di euro, complice l’impatto di 929 milioni di svalutazioni effettuate nel secondo trimestre. Saipem ha acquisito nuovi ordini 5,35 miliardi di euro contro i circa 15 miliardi dei primi nove mesi del 2014. Il debito netto a fine settembre si è attestato a 5,73 miliardi, in crescita dai 4,42 miliardi di fine 2014. Nel terzo trimestre Saipem ha riportato un utile netto pari a 54 milioni di euro e un Ebit di 150 milioni, in linea con il medesimo trimestre dello scorso anno.  
Saipem ha infine confermato le stime per l’intero 2015. La società attiva nei servizi all’industria petrolifera prevede ricavi di circa 12 miliardi di euro, un Ebit negativo per 450 milioni di euro, una perdita di circa 800 milioni. Il debito netto dovrebbe scendere sotto la soglia dei 5 miliardi di euro.