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Saipem: crolla il titolo dopo il terremoto ai vertici nella galassia Eni. A pesare le inchieste algerine

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Terremoto ai vertici nella galassia Eni. Le indiscrezioni di stampa secondo cui l’Ad del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, avrebbe deciso di azzerare i vertici della controllata Saipem sono state confermate dalle decisioni prese dal Cda straordinario di ieri. Dopo aver esaminato l’informativa sull’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per alcune attività in Algeria, il Consiglio di Amministrazione di Eni ha formalizzato la sostituzione del precedente Ad di Saipem, Pietro Franco Tali.

Il manager dimissionario, che ricopriva anche il ruolo di Vice Presidente della controllata di Eni, verrà preso da Umberto Vergine. In precedenza direttore generale della divisione Gas&Power di Eni, ruolo che al momento verrà ricoperto ad interim da Scaroni, Vergine ricoprirà il ruolo di Ad e Ceo di Saipem.

Il terremoto nato dalle vicende giudiziarie algerine ha coinvolto direttamente anche il management di Eni. Alessandro Bernini, in precedenza direttore finanziario di Saipem fino al 2008, si è infatti dimesso dall’attuale carica di Cfo di Eni. Sia Tali che Bernini hanno ritenuto corretto il loro operato e hanno dichiarato d’aver preso questa decisione per salvaguardare gli interessi di Eni. La rimozione dal ruolo di direttore finanziario ha interessato anche Pietro Varone, attuale Cfo della divisione Engineering and Construction di Saipem.

Le vicende giudiziarie potrebbero portare a una generalizzata revisione al ribasso dei target price delle due società da parte delle case d’affari. Se infatti il Cane a sei zampe ha dichiarato di non attendersi risvolti negativi sul fronte economico dalle indagini algerine, già Barclays e SocGen hanno deciso di tagliare il prezzo obiettivo di Saipem. E il titolo della controllata, dopo essere stato sospeso per quasi tutto il pomeriggio di ieri, questa mattina crolla a Piazza Affari con un tonfo del 10% sotto quota 30 euro, mentre Eni viaggia sulla parità a 17,90 euro.

Pur confermando il giudizio overweight, gli analisti inglesi hanno portato il target price a 42 euro dai precedenti 46 euro. Gli esperti di SocGen hanno invece abbassato il prezzo obiettivo da 39 euro a 35 euro, confermando invece il rating a hold.