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Saipem: affonda impianto in Congo, un disperso e 6 feriti. Non ci sono danni ambientali.

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Non c’è pace per Saipem. Dopo i due profit warning e le indagini che riguardano l’ex top management, è la volta dell’incidente che ieri notte ha coinvolto il jack up Perro Negro 6, affondato tra le coste dell’Angola e della Repubblica Democratica del Congo.

L’imbarcazione, utilizzata nelle fasi preliminari di un nuovo pozzo estrattivo, si è capovolta ed è affondata “mentre erano in corso -si legge nella nota diffusa dalla società- le operazioni di posizionamento prima dell’inizio dell’attività di perforazione presso la foce del fiume Congo“. L’incidente è avvenuto “a seguito del cedimento del fondo marino sotto una delle tre gambe del mezzo”.

“Le procedure d’emergenza prontamente attivate ieri -continua il comunicato- hanno permesso di evacuare rapidamente il personale a bordo. Dei 103 membri dell’equipaggio, dopo il brusco inclinamento, uno è risultato disperso mentre altri sei sono rimasti feriti, in modo non grave“. La società ha fatto sapere che per ora “non risultano inquinamenti ambientali” e in qualunque caso “la Saipem è coperta da polizza assicurativa per la perdita dell’impianto, oltre che per eventuali  danni ambientali e la rimozione del relitto”.

Saipem si era aggiudicata il contratto nel dicembre del 2011, accordo che prevedeva il noleggio per 3 anni, da iniziare dal secondo trimestre del 2012, del del jack-up Perro Negro 6 in partership con Chevron. Un analista contattato da Finanza.com ha tuttavia evidenziato che “al momento l’impatto sui conti di Saipem sembra limitato considerando che Perro Negro 6 è una delle unità più piccole della flotta e dunque anche un eventuale ritardo non sarebbe devastante per Saipem”.