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Saccomanni vuole chiarezza sui conti e minaccia dimissioni. Ma si profila soluzione per scongiurare aumento Iva

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Giorni convulsi in seno al governo Letta dopo le parole del ministro Saccomanni. Il titolare del il ministro dell’Economia ha detto al Corriere della Sera che l’Italia deve mantenere gli impegni sui conti pubblici oppure presenterà le proprie dimissioni. Una dura presa di posizione dovuta alle continue pressioni che arrivano da parte del Pdl e mettono a repentaglio il delicato equilibrio dei conti pubblici. Nella nota di aggiornamento del Def è previsto un lieve sforamento della soglia del 3% con quindi la necessità di attuare misure per circa 1,4 mld per evitare tale sforamento. A questo poi si aggiunge la delicata questione legata al rinvio dell’aumento dell’Iva previsto a partire dal 21 al 22% previsto a partire dal primo ottobre. Da via XX settembre si è più volte sottolineata la difficoltà a reperire le risorce necessarie (1 miliardo per gli ultimi 3 mesi dell’anno) per sventare tale aumento, ma il premier Enrico Letta nelle ultime ore sembra esservi convinto della necessità di fare di tutto per evitare l’aumento dell’Iva.
 
“Il ministro dell’Economia non deve dimettersi – rimarca oggi il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi – ma lavorare con gli altri ministri per trovare una soluzione per evitare l’aumento dell’Iva a partire da ottobre e rispettare gli impegni presi con l’Europa, riportando il rapporto deficit/Pil entro i limiti del 3% senza ricatti”.
Verso congelamento aumento Iva e poi riforma aliquite dal 2014
Venerdì Letta ha rimarcato che l’argomento Iva sarà preso in carico all’inizio di questa settimana. Secondo quanto riportano oggi i principali organi di stampa la propensione del governo è quella di un blocco dell’aumento dell’Iva fino al 31 dicembre. Inoltre è in agenda un ridisegno delle aliquote Iva da presentare il prossimo mese all’interno della Legge di Stabilità 2014 e operativo a partire dall’inizio del 2014. Oggi sarebbe in programma una riunione ristretta di governo con Saccomanni e i tecnici della Ragioneria per valutare le possibili coperture per 1 mld necessarie per il nodo Iva.

Sull’Iva si è espresso anche il segretario del Pd, Guglielmo Epifani chiedendo al governo che non scatti l’aumento. “Troverei fortemente sbagliato che dopo aver tolto l’Imu si vada ad aumentare un punto dell’Iva” ha detto Epifani. la ricetta proposta da Stefano Fassina, viceministro dell’Economia, è quella di lasciare l’Imu sulle case di lusso. “Bisogna fare delle scelte perché da qui a fine anno abbiamo impegni che valgono quasi 6 miliardi di euro – ha detto ieri Fassina a SkyTg24 – Se confermiamo l’eliminazione dell’Imu per il 90% delle famiglie e la lasciamo sul 10% delle abitazioni di maggior valore recuperiamo un miliardo per non aumentare l’Iva“.