Saccomanni: sul mercato il 40% di Poste Italiane. Decreto privatizzazioni in rampa di lancio

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 23/01/2014 - 16:36
Sarà Poste Italiane il piatto principale del menu del decreto privatizzazioni in arrivo domani. Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha preannunciato oggi che domani il consiglio dei ministri varerà l'atteso decreto privatizzazioni che dovrebbe permettere di raccogliere una cifra di almeno 12 miliardi di euro. Il numero uno di via XX settembre, intervenuto oggi a margine del World Economic Forum di Davos, ha fatto chiarezza sulle intenzioni del Tesoro in merito a Poste Italiane. "Si comincia con il 40% di Poste, poi vediamo". la cessione di tale quota di Poste Italiane, secondo stime prudenziali, permetterà allo Stato di incassare almeno 4 miliardi di euro. 

Poste sul mercato forse già prima dell'estate, maggioranza resterà nelle mani dello Stato
Nelle intenzioni del governo c'è la quotazione di Poste Italiane entro quest'anno. nei giorni scorsi il vice ministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà, aveva indicato in 5-6 mesi il tempo che occorrerà per definire i dettagli della privatizzazione di Poste e procedere al collocamento sul mercato della quota che sarà ceduta dallo Stato. Le intenzioni del governo sono di non cedere il controllo di Poste, con la maggioranza del capitale che dovrebbe quindi rimanere saldamente allo Stato. 

Con il collocamento di Poste Italiane, attualmente interamente controllata dallo Stato italiano, il governo italiano vuole replicare il modello di altre privatizzazioni dei servizi postali a livello europeo. Ultima in ordine di tempo è stata Royal Mail, le poste britanniche, che ha permesso al governo britannico di incassare 3 miliardi di sterline dalla cessione di una quota del 33%. Deutsche Post, le poste tedesche, risultano invece quotate dal lontano 2000 con quota detenuta dallo stato progressivamente scesa fino al 21% attuale e una capitalizzazione di mercato di oltre 31 mld di euro.  

Opv con una quota del 5% riservata ai dipendenti
L'operazione dovrebbe strutturarsi come un'Offerta pubblica di vendita (Opv) rivolta per il 50-60% a investitori istituzionali, una fetta fino al 5% delle azioni in collocamento riservata ai dipendenti e la restante parte al pubblico retail. L'ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha già rimarcato in passato che una parte di azioni sarà riservata ai dipendenti del gruppo attraverso azioni gratuite con anche un rappresentante dei dipendenti nel consiglio di amministrazione di Poste Italiane.

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