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Russia, un mercato forte nonostante i venti contrari. Dividendi alti nell’azionario

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Le sanzioni dei Paesi occidentali seguite alla crisi ucraina, il crollo del prezzo del barile, la fuga dei capitali e il deprezzamento del rublo facevano prevedere un anno di recessione per la Russia, con il ministro delle Finanze Anton Siluanov che a inizio anno aveva stimato una contrazione del 4% del Pil nel 2015 e un deficit di bilancio al 3% del Pil, a causa del calo dei prezzi del petrolio stimati in media a 60 dollari al barile, ben al di sopra quindi delle quotazioni attuali. Eppure, secondo gli analisti, lo stato di salute dell’economia russa, nonostante sia tecnicamente in recessione, è decisamente buono. “Quello russo – conferma Marcus Svedberg, capo economista di East Capital – è un mercato forte, nonostante i venti contrari. In altre parole, il mercato russo ha avuto un andamento relativamente robusto in questi mesi nonostante l’economia sia  in recessione, il prezzo del petrolio si sia dimezzato, il rublo deprezzato in maniera significativa e le sanzioni rimangano in atto”. 
Borsa a +19% da inizio anno
Quanto all’equity, secondo East Capital non mancano le buone occasioni. In maniera sorprendente, infatti, il mercato azionario di Mosca ha guadagnato il 19% (valori espressi in euro) nei primi otto mesi dell’anno, mentre dal punto di vista della valuta quest’anno il cambio rublo/euro è rimasto stabile, mentre la divisa russa si è svalutata nei confronti del dollaro. Tutto ciò avviene mentre il prezzo del petrolio si aggira intorno ai 50 dollari al barile, un livello più basso di 50 dollari rispetto all’estate 2014 e di 10 dollari rispetto a inizio anno, e mentre le sanzioni, imposte l’anno scorso da Unione Europea e Stati Uniti, sono ancora in atto con l’economia russa che ha subito una contrazione del 4,6% nel secondo trimestre dell’anno. 
Basse valutazioni, alti dividendi
Ma come è possibile una così netta disconnessione tra mercato e fattori  macro? “Semplicemente – dice Svedberg – il mercato si aspettava un andamento dell’economia decisamente  peggiore,  ed  è  stato  costretto  a  riprezzare  gli  asset  russi  quando  lo scenario più disastroso non si è materializzato”. Più nello specifico, ci sono una serie di fondamentali che supportano il  mercato.  In  primo  luogo,  la  Russia  può  sì  essere  economicamente  debole,  ma  non  è vulnerabile dal  punto di  vista finanziario. “Ampie riserve valutarie e un tasso di  cambio flessibile hanno aiutato a proteggere il mercato locale”, spiega Svedberg. Che aggiunge: “Inoltre sono molte le società che continuano ad andare bene nonostante i venti contrari, mentre il modello di sostituzione delle  importazioni ha favorito alcuni settori industriali”. “Nel complesso, le valutazioni delle società quotate sono molto attraenti, mentre i dividendi sono tra i più alti dei Mercati emergenti“, conclude Svedberg.