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Russia in ginocchio, rublo torna a scendere nonostante maxi-interventi della banca centrale

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La recessione incombe sulla Russia che fatica a contrastare le forti turbolenze sui mercati finanziari. Le ultime mosse volute da Putin per tamponare la speculazione contro il rublo non hanno per ora sortito gli effetti sperati e la nuova discesa del petrolio va ad aggravare la situazione per Mosca. Questa mattina Brent e Wti sono scivolati sui nuovi minimi a oltre 5 anni e la Banca Mondiale ha rivisto al ribasso le previsioni sull’economia russa che difficilmente il prossimo anno sfuggirà allo spettro recessione. 
Il rublo si è riportato a ridosso dei minimi storici contro il dollaro Usa nonostante i massicci interventi della Bank of Russia sul forex. Venerdì scorso l’istituto centrale di Mosca è intervenuto con vendite di valuta estera per 1,93 miliardi di dollari provocando un rimbalzo di oltre il 3% del rublo. La scorsa settimana il totale degli interventi della banca centrale è ammontato a 4,53 mld di dollari. “Gli interventi diretti sul forex contribuiscono a frenare le pressioni a vendere – rimarcano oggi gli esperti di Swissquote Europe – anche se prevediamo che le pressioni al rialzo faranno salire ulteriormente la coppia usd/rub”. 

Mosca prepara maxi-stretta sui tassi
Negli ultimi 12 mesi il rublo si è deprezzato di oltre il 64% rispetto al biglietto verde. Il presidente russo, Vladimir Putin, settimana scorsa ha caldeggiato azioni forti per contrastare la speculazione contro il rublo. Attesa in tal senso anche una nuova stretta monetaria nelle riunione di giovedì della banca centrale che potrebbe rivedere al rialzo di ben 250 punti base il costo del denaro rispetto al 9,5% a cui staziona attualmente il livello dei tassi, già alzati di 400 punti base in questo 2014. 

Sull’obbligazionario il decennale russo è arrivato a rendere il 12,69%, livello più alto dal 2009. 

Banca Mondiale vede recessione nel 2015 anche in caso di parziale risalita petrolio 
La verticale discesa dei prezzi del petrolio ha indotto oggi la Banca Mondiale a rivedere nuovamente le stime sulla Russia. Il prossimo anno l’economia russa è vista contrarsi dello 0,7% rispetto alla crescita nulla prevista precedentemente. Nel 2016 invece il ritmo di  espansione dovrebbe essere di solo +0,3% dal +0,4% precedentemente stimato. Lo scenario di base indicato dalla Banca Mondiale vede le quotazioni del petrolio in area 78 dollari al barile nel 2015 e 80 dollari nel 2016. Lo scenario più avverso, con quotazioni del greggio in area 70 dollari il prossimo anno, porterebbe invece una contrazione del Pil russo nell’ordine dell’1,5%.  Gli investimenti sono visti in contrazione per il terzo anno consecutivo nel 2015 a causa della perdurante incertezza e il limitato accesso ai mercati finanziari internazionali da parte delle aziende e delle banche russe. E’ attesa anche una domanda dei consumatori più bassa.