1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Rudolf Bohli, il raider di Borsa svizzero che vuole dividere Credit Suisse in tre parti

Nella nota di aggiornamento agli investitori, l’attivista scrive che Credit Suisse “è un gioiello incompreso” con una divisione di wealth management sottovalutata.

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Credit Suisse, seconda banca in Svizzera, è entrata nelle mire di un investitore attivista locale, poco noto al mondo della finanza mondiale, che la vuole dividere in tre parti.

L’attivista si chiama Rudolf Bohli, gestisce asset per un valore di 250 milioni di franchi svizzeri presso l’hedge fund RBR Capital Advisors e, stando ad alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg, ha rilevato una quota dello 0,2% del colosso elvetico.

Bohli, segnalano le fonti, ha incontrato i vertici di Credit Suisse nel corso delle ultime settimane, proponendo alcuni scenari, come la separazione della divisione di investment banking di Credit Suisse da quelle di private-banking.

L’obiettivo di Bohli è quello di ottenere un sostegno tale da concretizzare il suo obiettivo, che è quello di dividere Credit Suisse in una banca di investimento, in una società di gestione patrimoniale e di asset management.

In realtà, sotto l’egida dell’amministratore delegato Tidjane Thiam, Credit Suisse sta già attraversando, da almeno due anni, un processo significativo di ristrutturazione, che punta a ridurre le operazioni di trading a favore di un maggiore focus sulle attività di gestione patrimoniale.

Tuttavia, i progressi sono lenti, e le quotazioni della banca hanno perso un terzo del loro valore dall’inizio dell’era Thiam.

Nessun commento è stato rilasciato, al momento, da Bohli che aveva fatto parlare di sé lo scorso luglio quando è uscito dalla società svizzera GAM Holding AG, dove non era riuscito a raccogliere un sufficiente sostegno da parte degli azionisti per concretizzare le sue idee, inclusa quella di defenestrare il ceo.

Sul sito dell’hedge fund, si legge che il gruppo sta investendo per ora solo in Europa, ed è alla ricerca di titoli azionari che producano “alpha locali”.

Tra i suoi fondi, l’RBR European Long Short ha riportato in media un ritorno del 9,6% dal suo lancio, nel 2003.  Lo stesso fondo è salito del 15% fino all’agosto di quest’anno, dopo aver perso -11% nel 2016.

Nella nota di aggiornamento agli investitori, Bohli scrive che Credit Suisse “è un gioiello incompreso” con una divisione di wealth management sottovalutata.