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Rublo, discesa senza fine. Cosa farà la Banca centrale russa?

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Non si arresta l’emorragia per ilrublo. La moneta russa ha rinnovato ancora una volta, stamattina, i minimistorici contro il dollaro Usa. Il cross usdrub ha toccato quota 48,58. Nelle ultime quattro sedute la svalutazione è stata del 10%, dai minimi dell’anno del47%. Ieri, a peggiorare la situazione, è arrivata la decisione dell’Opec di non tagliare la propria produzione di petrolio. L’eccesso di offerta sul mercato è destinata a continuare.
Il calo del prezzo del barile, risorsa fondamentale per Mosca, ancor più dopo l’inizio del confronto con l’Occidente sulla questione Ucraina colpisce un’economia già in difficoltà. A nulla sembra essere valso il tentativo della Banca centrale russa di permettere alla propria valuta di fluttuare liberamente nei confronti di euro e dollaro. Una mossa rischiosa secondo Matteo Paganini, chief analyst di Fxcm Italia.
“Gli investitori, spaventati dai rischi geopolitici, hanno iniziato a spostare i propri capitali dalla Russia, facendo scendere il conto capitale ai minimi dal 2009. Tale fuoriuscita è stata inoltre aggravata da una brusca inversione dei prezzi del greggio. E’ ormai chiaro come per la Russia sia aumentato il rischio di stagflazione, con economia e inflazione che corrono in direzioni opposte.
Di fronte a questo dilemma, i funzionari tentano di arginare il crollo del rublo per calmare le acque prima di affrontare problemi più grandi. I tentativi di scoraggiare le vendite massive con un aggressivo rialzo dei tassi di interesse e di combattere la caduta con la vendita di riserve valutarie si sono dimostrati vani.
Ora la Banca centrale è davanti a una scelta difficile: consentire il sell-off sul rublo, lasciando fluttuare liberamente la valuta, o introdurre un regime ancor più draconiano di restrizioni per fermarela fuga di capitali.
Come dimostra ampiamente la storia, la minaccia di un intervento di vaste proporzioni e persino la sua realizzazione, non sono mai riusciti a contenere in modo sostenibile l’assalto degli investitori nei confronti di una determinata valuta. Quello che più di tre mesi fa sembrava solo un’ipotesi lontana ora è una possibilità concreta: la Banca centrale russa, spinta dalla politica decisionista di Putin, potrebbe bloccare tutti gli investimenti speculativi sui vari incroci valutari che coinvolgono il rublo, costringendo investitori e risparmiatori a perdite sostanziali, isolando di fatto la Russia dai mercati finanziari mondiali”.