1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Roulette speculativa per il dopo Grecia, spunta anche il nome della Gran Bretagna

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il piano varato dalla Grecia per risanare i propri conti ha alleviato la tensione da entrambe le parti dell’Atlantico, ma gli investitori stanno già valutando il rischio, e i potenziali guadagni, presentati dall’incremento del debito di altri paesi europei. Ieri le colonne del New York Times, riportavano come banche e hedge fund starebbero già cominciando a rivolgere la propria attenzione ad altre nazioni con forte indebitamento come Portogallo, Spagna, Italia e, a un livello inferiore, l’Irlanda. Però c’è anche chi indica un altro candidato a futuri attacchi speculativi.


“La Spagna ha subito più di tutti la crisi del mercato immobiliare ma nei prossimi mesi il focus sarà tutto incentrato sulla Gran Bretagna”, afferma a Finanza.com Antonio Cesarano di Mps Finance. Entro il 3 luglio, in Inghilterra si svolgeranno le elezioni e attorno al loro risultato cresce l’incertezza politica. Sabato scorso, infatti, un sondaggio pubblicato dal Sunday Times ha reso noto che il partito del premier Gordon Brown è arrivato a soli due punti di distanza dai conservatori di David Cameron, che solo fino a poco tempo fa sembravano invece destinati a una facile e netta vittoria. “Il Labour è decisamente più orientato verso una politica di rientro del deficit a partire dal prossimo anno, mentre i conservatori vorrebbero agire subito in questa direzione”, spiega Cesarano. “Se dalle elezioni dovesse uscire un governo di coalizione dubito che riuscirà a prendere decisioni importanti in tempi rapidi”.

Sono i temi che hanno fatto scattare la scorsa settimana una forte speculazione sulla sterlina, scesa sotto gli 1,50 dollari. Per questo fine settimana, e per tutti gli altri week end prima del voto, il Sunday Times pubblicherà nuove percentuali sui due partiti che si giocheranno il governo di Londra. Risultato: se il Labour e i conservatori dovessero ancora trovarsi testa a testa, la sterlina potrebbe essere di nuovo oggetto di forti speculazioni. Sondaggi a parte, la situazione britannica preoccupa anche per alcuni indicatori economici non certo rassicuranti. “Il rapporto deficit/pil della Gran Bretagna (12,6% stima 2009, 12% stima 2010) è praticamente uguale a quello della Grecia, mentre nel 2008 il rapporto indebitamento complessivo (pubblico più privato) è superiore al 300% del pil, contro una media Ue del 180%”, conclude l’analista di Mps Finance.


In questo quadro, infine, potrebbero andare sotto pressione anche i titoli di Stato britannici. Una nota di Western Asset, società affiliata a Legg Mason, spiega che, con il graduale ritiro della liquidità messa a disposizione dalla Banca d’Inghilterra e elargita tramite il programma per l’acquisto di asset, verrà a mancare il sostegno ai prezzi delle obbligazioni di Stato. Un altro problema, sempre a detta di Western, riguarda l’inflazione, rimasta quasi senza variazioni, a livelli più alti di quelli attesi, soprattutto di riflesso alla flessione della valuta.