1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Roubini Global Economics: l’Italia scivola su un piano inclinato che porterà alla ristrutturazione del debito

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Per quanti sforzi si possano fare, arrampicarsi su una superficie levigata è un esercizio molto difficile. Se poi la superficie è cosparsa di acqua e sapone evitare di scivolare verso il basso è praticamente impossibile. L’Italia in questo momento si trova su un piano inclinato e cerca faticosamente di risalirlo con misure fiscali draconiane e riforme strutturali. A rendere più difficile l’impresa il ritorno in recessione, la lentezza dei partner dell’Unione europea nel prendere decisioni atte a rassicurare i mercati obbligazionari, il freno che all’economia arriva dal “credit crunch”. Le banche non si prestano denaro tra loro e non ne prestano ad altri.

Il voluminoso Global economic outlook di Roubini Global Economics dedica al caso italiano due pagine. Abbondantemente sufficienti a definire il destino del Paese. Il documento, elaborato da Mark Willis, non spiega se e come l’Italia riuscirà a ripagare tutti i suoi debiti ma piuttosto quando e in che modo si arriverà alla ristrutturazione dei debiti. La data prevista per l’atterraggio sul fondo del piano inclinato è la parte finale del 2013.

Poco meno di due anni che il Belpaese trascorrerà in apnea. “Pensiamo che l’Italia sia entrata in recessione nella seconda metà dello scorso anno. Nonostante l’avvento del governo tecnocratico lo scenario economico del Paese si è decisamente deteriorato” spiega il report. E se il 2011 riuscirà a concludersi con una crescita poco più che stagnante (Pil +0,5 per cento) le stime per i due anni successivi sono state riviste al ribasso rispettivamente a -1,9% e -3%. Effetto di molteplici fattori tra i quali “l’escalation della crisi dei debiti sovrani, il contagio dovuto dall’uscita della Grecia dall’euro a fine 2012, le previsioni disarmanti per l’andamento dei consumi privati e pubblici e per il tasso di disoccupazione”. Quest’ultimo è stimato in salita fino al 10% per il 2013.

In altre parole il “double dip” è già qui e accompagnerà l’Italia per un periodo prolungato, mettendo in difficoltà la precaria stabilità del governo guidato da Mario Monti. “Le differenze tra i diversi attori del fronte politico italiano -sottolinea Willis – rimangono nette. Rimane forte il dubbio se l’attuale amministrazione, nonostante sia la migliore opzione possibile, sarà in grado di riformare l’economia italiana e sopravvivere fino alle prossime elezioni previste nella prima metà del 2013”. La vita del governo potrebbe essere molto più corta e finire addirittura prima di giugno: “Il contesto politico rimane difficile e l’agenda di riforme del governo potrebbe rimanere impantanata. Eventuali elezioni anticipate non riuscirebbero a garantire al Paese una maggioranza parlamentare e un governo stabili”.

A queste premesse il Global economic outlook fa seguire la sconfortante sentenza: “Con l’economia già in recessione i tentativi di stabilizzare il debito pubblico al 120 per cento del Pil richiederanno surplus primari ben superiori ai target, già ambiziosi, che il governo Monti si è posto. Pertanto ci aspettiamo che il debito italiano prosegua nella traiettoria di crescita”. In un simile scenario saranno solo gli aiuti dall’esterno a tenere in piedi il Paese, ma per quanto? Secondo l’outlook il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e l’European financial stability facility (Efsf) “forniranno a breve sostegno finanziario all’Italia ma i fondi saranno probabilmente esauriti entro la metà del 2013”. Si aprirà così la via alla ristrutturazione del debito “a causa di una irreversibile perdita di fiducia del mercato”.

Alessandro Piu