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Rosso intenso per Saipem e Intesa, bene Telecom It.

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La blue chip più pesante del Mib30 è stata Saipem. Sembra che il titolo abbia dovuto fare i conti con il disappunto diffusosi a seguito dell’incontro del management con la comunità finanziaria, incontro da cui non sono emerse novità che gli investitori avevano invece dato per scontate. La lettera si è scagliata anche sui titoli bancari e in particolare su Banca Intesa. “Manteniamo invariate le stime 2004 e 2005, confermando il rating in-line su Banca Intesa. L’azione sta infatti trattando ad un multiplo di 11 volte le nostre stime di Eps 2005, scontando pienamente la ristrutturazione”, hanno detto gli analisti di Goldman Sachs nel giorno dopo l’annuncio dei risultati da parte dell’istituto guidato da Corrado Passera. Deboli anche Bnl, Capitalia e Antonveneta. Restando all’interno del comparto finanziario, tra i titoli peggiori si è distinta anche Mediolanum. In deciso calo ST, sul cui titoli è arrivata sin dalla mattinata una raffica di giudizi negativi: Lehman Brothers ha tagliato il target price a 11,3 euro dai precedenti 14,7 e il rating a “underweight” da “equal-weight”, Ubs ha abbassato il prezzo obiettivo a 12 euro e ha confermato “reduce” e JP Morgan ha ridotto il target a 18 da 23 euro. Per contro, i pochi titoli del Mib30 che hanno chiuso in area positiva non hanno messo a segno guadagni superiori al punto percentuale. Si è messa in luce per il rialzo Telecom Italia. L’altra blue chip telefonica, Tim, ha invece terminato con un leggero segno negativo. Il gruppo della telefonia mobile ha riportato nel primo semestre 2004 utili per 1.021 milioni di euro, in crescita rispetto ai 993 milioni dello stesso periodo 2003. Bene Fiat e Generali. Nel Midex, Alitalia ha archiviato la giornata di martedì poco mossa, nel giorno dopo che il numero uno, Giancarlo Cimoli, ha ufficializzato i numeri contenuti nel piano di risanamento. Affinché la compagnia di bandiera italiana possa salvare la pelle gli esuberi dovrebbero ammontare a 5mila. La parola passa ora ai sindacati. Infine, a Piazza Affari, il titolo Beni Stabili ha lasciato sul campo quasi il 4%, scivolando sulla news che del lancio di un’Opa a 0,634 euro per azione da parte di Leonardo Finanziaria, holding della famiglia Del Vecchio.