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Rosso intenso per Parmalat, giu’ anche Mediolanum e FastWeb

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All’interno dell’S&P/Mib a condurre il gioco è stata ancora la vagonata di risultati societari giunti. Quelli di Mediolanum non sembrano essere stati apprezzati più di tanto dal mercato, che ha deciso di punire il titolo spingendolo al ribasso di quasi il 4%. Nel 2005 il gruppo guidato da Ennio Doris ha riportato un utile netto consolidato pari a 233 milioni di euro, in progresso del 42% rispetto al 2004. Il colore rosso più intenso del listino è stato però quello fatto segnare da Parmalat (-4,62%), che venerdì scorso aveva alzato il velo sui conti finanziari del 2005 e che in questa giornata di lunedì lo ha fatto su quelli dei primi due mesi del 2006. Nei primi due mesi dell’anno in corso i ricavi si sono attestati a 613 milioni, contro i 561,7 dell’analogo periodo del 2005, mentre l’Ebitda ha raggiunto i 45 milioni, rispetto ai 38 milioni dei primi due mesi del 2005. Gli investitori di Piazza Affari sembrano non avere gradito l’annuncio, da parte del management del gruppo alimentare di Collecchio, che Parmalat con ogni probabilità non distribuirà alcun dividendo nel corso del 2006, mentre una cedola potrebbe riapparire nel 2007. Hanno schiacciato il titolo verso il basso anche i risultati comunicati da FastWeb (-2,57%). Il gruppo fondato da Silvio Scaglia ha archiviato il 2005 con un risultato netto consolidato negativo per 124,8 milioni di euro rispetto a una perdita di 98,7 milioni nel corrispondente periodo 2004. Partcolarmente deboli sull’S&P anche le blue chip Aem e Pirelli & C., entrambe con ribassi nell’ordine dei due punti percentuali. Per contro, Mps, con un incremento dell’1,55%, è stata l’unica blue chip che è riuscita a spuntare il segno più. Perfettamente invariate, invece, Bnl e Antonveneta. Sul Midex bene Hera (+1,68%), che ha terminato in controtendenza rispetto al paniere, spinta al rialzo sia dai risultati riferiti al 2005, sia da alcuni rumor. La multiutility bolognese ha annunciato per il 2005 un utile netto in miglioramento del 26% a 108,8 milioni, con un effetto Meta che ha inciso per 21 milioni. Non solo, ma secondo voci Gazprom sarebbe intenzionata a fare il proprio ingresso ufficiale in Italia come fornitrice proprio tramite Hera. Per l’ingresso come distributore diretto il colosso russo starebbe invece trattando con Eni.