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Rosso intenso per le Borse europee

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Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso la seduta infrasettimanale in deciso ribasso. Gli indici di tutte le piazze europee hanno esteso le perdite a partire da metà giornata, con un’accelerata finale dopo il dato Usa sulle scorte di greggio che ha fatto schizzare il petrolio sui 115 dollari al barile. A Londra l’indice Ftse ha chiuso in calo dell’1,48% a 5453,20 punti, il Dax di Francoforte ha ceduto il 2,49% finendo a quota 642225, mentre a Parigi il Cac è sceso del 2,40% a 4405,81 punti. Fra i titoli, i più colpiti sono stati i bancari a causa di nuovi timori sull’impatto della crisi subprime. Tra i maggiori ribassi ci sono stati quelli di Ubs, che ha ceduto poco più del 7%, Credit Agricole in calo di sei punti percentuali, seguita a ruota da Société Générale, Bnp Paribas, Credit Suisse e Deutsche Bank. Sono riusciti invece a schivare le vendite le utilities, con E.On che ha riportato risultati semestrali in progresso. Il colosso dei servizi di pubblica utilità tedesco ha registrato nella prima metà dell’anno utili in crescita dell’8% grazie all’incremento dei prezzi di vendita e alle condizioni meteorologiche risultate peggiori delle medie. In gran rispolvero il settore minerario, sulla scia della risalita delle quotazioni delle principali materie prime. La miglior performance di giornata è stata quella di Kazakhmys che è salita di quasi 5 punti percentuali. Hanno brillato anche Vedanta e Anglo American, con rialzi intorno a tre punti percentuali.