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Rosso FonSai oltre il miliardo nel 2011: l’aumento non si tocca. Ora la palla passa all’assemblea

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Non cambia il quadro dell’aumento di capitale di Fondiaria-Sai in vista dell’assemblea chiave di lunedì prossimo.

Il cda della compagnia milanese ha confermato l’entità dell’aumento di capitale a 1,1 miliardi di euro, accogliendo così le sollecitazioni dell’Isvap (l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni), che aveva messo in guardia dalla riduzione dell’aumento ventilata per tenere conto della migliore situazione dei mercati finanziari.

La conferma dei termini dell’aumento appare soprattutto giustificata alla luce dei risultati presentati dalla compagnia questa mattina.
Fondiaria-Sai ha chiuso l’esercizio 2011 con un risultato consolidato negativo per 1,034 miliardi di euro contro una perdita di 928,9 milioni dell’esercizio precedente. I premi del lavoro diretto e indiretto sono scesi a 10,814 miliardi, con un calo del 16,5% rispetto al precedente esercizio e il margine di solvibilità consolidato ha mostrato un indice di copertura pari al 78,2% (97,4% a fine 2010).
La ricapitalizzazione da 1,1 miliardi permetterebbe di portare il margine di solvibilità corretto post aumento al 125% (a fine 2011) e, in base alle quotazioni dell’8 marzo 2012, si attesterebbe al 136,5%.

Ora la palla passa all’assemblea dei soci FonSai di lunedì prossimo, dove la compagnia potrebbe vedersi chiamata a dare risposte alle domande dell’Isvap, della Consob e del tandem Sator-Palladio, in corsa per il salvataggio della compagnia in alternativa a Unipol.

Intanto il cda sui conti di Premafin, inizialmente in calendario per oggi, è slittato al 30 marzo. Il board di oggi avrà invece al centro le “comunicazioni del presidente”, e la stampa non esclude che si possa parlare della proroga dell’offerta di Palladio-Sator e della risposta alla “incompatibilità” dell’offerta Sator-Palladio rilevata da Unipol. Su questo fronte ieri Unicredit ha confermato che è responsabilità esclusivamente di Premafin considerare la proposta alternativa a quella della compagnia bolognese. Nel dibattito si è inserito anche l’a.d. di Intesa Sanpaolo, Enrico Tommaso Cucchiani: “Sta a Premafin valutare i piani alternativi”. Lasciamo che le discussioni tra i protagonisti vadano avanti. L’auspicio è che si possano travare le soluzioni più convenienti. Se ciò non sarà possibile ci ingegneremo per vedere se possiamo portare un contributo”.

Il cda di Unipol ieri sera ha reso note le linee guida del piano che prevede al 2015 (con FonSai) un miliardo di utile e un margine di solvibilità pari al 150%, con premi danni per 10,5 miliardi e vita a 7,1 miliardi. Le sinergie dall’aggregazione con FonSai sono stimate in circa 300 milioni di euro.