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Rosso diffuso in Asia, preoccupa la tenuta dei consumi Us

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Il ciclone dell’immobiliare Us si fa sentire anche in Asia. Le borse del continente sono scese ai livelli più bassi delle ultime due settimane. A frenare i listini la previsione di un indebolimento della domanda dei beni della regione segnalato dal persistere dello scivolone dei prezzi sul mercato immobiliare statunitense. Ieri l’indice S&P/Case-Shiller ha mostrato una discesa annualizzata dei prezzi del 2,7%, il tasso più alto degli ultimi 16 anni, dopo che l’indice sulla vendita di case nuove nel mese di maggio aveva già mostrato una discesa dell’1,6% e dopo che la società di costruzioni Lennar aveva segnalato il deterioramento del mercato anche nel secondo trimestre.


 

Un fatto non da poco se si considera che proprio la cosiddetta bolla immobiliare creatasi fino al 2006 aveva sostenuto i consumi degli americani grazie al processo di rifinanziamento dei mutui. Il timore delle borse asiatiche è dunque che possa ridursi l’appetito per le merci prodotte nell’area da parte dei consumatori del principale mercato di sbocco, da sempre rappresentato dagli Stati Uniti.


 


Non è un caso che tra i titoli maggiormente penalizzati ci siano proprio quelli delle società che sui mercati esteri registrano buona parte del loro fatturato. E’ il caso dei produttori di auto come Toyota, che vende circa i due terzi della sua produzione fuori dal Giappone, che ha ceduto l’1,6% a 7560 yen o di produttori di elettronica di consumo come la coreana Samsung Electronics, il cui titolo ha subito una flessione dell’1,4%.


 


Il Morgan Stanley Capital International Asia-Pacific Index ha ceduto l’1,3% a 150,88 punti. Il Nikkei giapponese ha lasciato sul terreno l’1,2% L’S&P/ASX australiano ha perso il 2%, ma i mercati hanno interessato tutti i mercati della regione, ad eccezione di quello cinese che circa un’ora dalla chiusura avanza di oltre il 2,5 per cento. Il governo di Pechino ha diffuso indicazioni di una crescita dei profitti generati dalle imprese industriali pari al 42,1% nei primi cinque mesi del 2007.