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Il rosso dell’oil pesa su Milano, riscatto di Telecom Italia

QUOTAZIONI Eni
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Dato il ritracciamento del petrolio sui mercati delle materie prime, non stupisce che all’interno dell’S&P siano spiccati i segni meno di Eni (-1,24%), il titolo più pesante in quanto a capitalizzazione, e della controllata Saipem (-2,11%). Particolarmente deboli tra le blue chip nostrane anche il titolo del lusso Bulgari (-1,31%) e FastWeb (-1,21%), afflitta da un po’ di realizzi dopo il buon andamento della vigilia. Ancora riflettori puntati sulle banche, dal momento che sono usciti alcuni report positivi da parte di Ing. Gli analisti della casa d’affari olandese hanno infatti alzato da “hold” a “buy” la raccomandazione su Banche Popolari Unite (+1,20%), con target price ritoccato al rialzo da 19 a 22,50 euro per azione. In particolare, Ing ha consigliato lo switch da Banco Popolare di Verona (-0,15%) e Novara a Bpu. Ciò non ha impedito al broker di alzare il target price di Bpvn da 18,30 a 21 euro, con rating però passato a “hold” da “buy”. Gli esperti della casa d’affari olandese vedono bene anche Mps (+1,23%), della quale hanno rivisto al rialzo sia il rating, da “sell” a “hold”, sia il target price, in crescita da 3 a 3,8 euro per azione. Tra le banche dell’S&P bene soprattutto SanPaolo Imi (+1,61%) e Popolare di Milano (+1,05%). Per quanto concerne l’istituto di Piazza San Carlo, come spiega a Finanza.com Francesco Strambini, responsabile gestione fondi di Unipol, “si parla di un possibile interesse nei confronti di Mps”, dopo che per Rocca Salimbeni, alla luce delle parole di Giovanni Bazoli, presidente di Intesa, potrebbero essere tramontate le possibilità di un matrimonio con l’istituto milanese. In netta ascesa poi il titolo difensivo Autostrade (+1,67%). Spostando lo sguardo alla galassia Olimpia, seduta sull’altalena per Pirelli & C., che alla fine ha terminato in progresso dello 0,62%. Per la società della Bicocca è stata una giornata clou, in cui il consiglio di amministrazione, come largamente anticipato da indiscrezioni, ha dato mandato al presidente Marco Tronchetti Provera e all’amministratore delegato Carlo Buora per “addivenire alla migliore valorizzazione della divisione pneumatici (‘Pirelli Tyres’), ivi compresa la quotazione A Piazza Affari, fermo restando il mantenimento in capo a Pirelli & C della maggioranza del pacchetto azionario di Pirelli Tyres”. “La divisione pneumatici di Pirelli appare molto profittevole”, ritiene Strambini, “e potrebbe essere quotata a prezzi interessanti”. Il denaro ha invece spinto in avanti con più vigore Telecom Italia (+1,32%), che ha anche beneficiato del buon andamento del settore delle tlc europee, complici i risultati positivi annunciati da France Telecom. Secondo Strambini, ad alimentare il rialzo del titolo sarebbe stata anche la speculazione legata a un possibile interesse, ventilato nel passato ma nuovamente tirato in ballo dalla stampa spagnola, da parte di Telefonica. A pesare su Telecom Italia, però, come mette in evidenza responsabile gestione fondi di Unipol, sarebbero sempre i problemi interni all’azionariato e all’uscita di Hopa.