Rossi: deluso per la sentenza, Della Valle lo vuole fuori

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E’ una grande delusione per Guido Rossi la sentenza su Calciopoli della Corte federale. Il commissario ieri dopo la sentenza d’appello si è trincerato dietro un secco no comment, ma non è difficile immaginare il suo nervosismo. Il colpo di spugna si è trasformato in una lieve spolverata. Quelli che Rossi aveva definito “una serie straordinariamente grave di illeciti diffusi e ramificati” si sono tramutati in Juve in B, Milan in Champions e Lazio e Fiorentina in A con una penalizzazione non molto salata. Un bello sconto rispetto a quanto si aspettava il commissario e rispetto a ciò che era stato chiesto dal procuratore generale Stefano Palazzi. Il compito di ricostruire il calcio italiano per Rossi si presenta ora ancora più arduo, sempre che il commissario non decida di lasciare il mandato. Il clima in effetti non è dei migliori, visto che i presidenti dei club lo sfidano apertamente. A guidare la schiera degli accusatori vi è il patron della Fiorentina Diego Della Valle, che ormai lo definisce “l’argonauta del calcio” e afferma che “questo signore deve essere mandato via il prima possibile”. Intanto dal governo giungono parole di solidarietà per il commissario maltrattato. “L’esito dei diversi gradi del procedimento della giustizia sportiva non modifica il calendario dei lavori del governo e non fa venire meno le esigenze di profonda riforma del calcio italiano” ha detti il ministro dello sport Giovanna Melandri.