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La Roma sceglie la pista americana: DiBenedetto in vantaggio. Due settimane per chiudere

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Il sogno americano fa tappa a Trigoria. La partita, che cambierà il destino dell’As Roma, è a un passo dal novantesimo minuto. Questa volta niente supplementari. Potrebbero bastare due settimane per chiudere un match che dura da anni e che ha regalato brividi e suspense a non finire al popolo romanista. Il gruppo di investitori americani capitanati da Thomas Dibenedetto conta di concludere l’acquisizione del club giallo rosso, per la quale tratteranno in esclusiva con l’attuale proprietà, in un paio di settimane. Dopo intense trattative anche in trasferta a New York, Italpetroli e UniCredit hanno rotto gli indugi e hanno scelto di seguire la pista americana, ritenendo l’offerta Usa la più competitiva tra le cinque depositate.


Adesso la palla ripassa agli investitori americani che dovranno fornire alcune ulteriori informazioni e integrazioni alla propria offerta in modo che venga deciso a breve con quali modalità definire un periodo di esclusiva finalizzato alla negoziazione dell’operazione. Si è chiuso così il giorno della svolta per la squadra di capitan Totti quello dell’incontro in teleconferenza sull’asse Roma-Milano tra Unicredit, Rothschild e il Cda di Roma 2000 composto da Rosella Sensi, Attilio Zimatore e Antonio Muto. Secondo Julian Movsesian, uno dei componenti della cordata Usa denominata DiBenedetto As Roma Llc, la soluzione migliore è quella made in Usa. “Siamo stati scelti, potremmo essere gli orgogliosi proprietari nel giro di due settimane”, ha detto in un’intervista rilasciata all’agenzia Bloomberg, dicendosi comunque in attesa che le questioni legali siano definite. “Stiamo per lavorare sui dettagli, sono molto entusiasta”.

Gli americani guidati dal patron dei Boston Red Sox, assisititi dalla banca Usa, Piper Jeffrey, PricewaterhouseCoopers e lo studio Tonucci avrebbero messo a punto un piano che prevede oltre ai 120-130 milioni per l’acquisto della squadra, anche la presenza di UniCredit nell’azionariato della Roma con una partecipazione intorno al 30-40 per cento e un piano di finanziamento nell’ordine di circa 50 milioni. Da Bruxelles, il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, ieri è arrivata una conferma tra le righe: ha aperto alla possibilità che Piazza Cordusio possa restare ancora del tempo nell’azionariato dell’As Roma con una quota di minoranza (si dice del 40%).


Secondo indiscrezioni nel piano ideato dagli americani e UniCredit in futuro la banca potrebbe cedere parte del capitale ad altri investitori, con ogni probabilità italiani. Si fanno già i nomi di Luca Parnasi, Francesco Angelini e Leonardo Caltagirone, che potrebbero acquistare in un secondo momento una partecipazione del 20% dalla stessa UniCredit. E se con gli americani non si dovesse trovare la quadra a breve, allora la palla verrà rimessa al centro e passerà agli altri pretendenti in fila. E tra questi il re delle cliniche Giampaolo Angelucci, che sempre secondo indiscrezioni, metterebbe sul piatto circa 90 milioni per l’acquisto del club più altre risorse (intorno ai 100 milioni) per sostenere il club nei prossimi tre anni. Infine, gli outsider francesi, di cui al momento non si conosce il nome.