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Roaming: Associazione dei Gsm, provvedimento inutile e dannoso anche per il consumatore

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L’Unione europea ha approvato ieri un provvedimento che impone un tetto massimo per i costi delle chiamate effettuate dai telefoni cellulari all’estero, le cosiddette tariffe roaming. Le nuove regole entreranno in vigore il 29 giugno, prima delle vacanze estive e saranno un gradito regalo per i turisti europei abituati, finora, a spegnere il cellulare fuori dai confini nazionali per evitare di spendere, in media, oltre un euro ogni minuto di conversazione.


A stabilirlo una rilevazione effettuata dalla stessa Commissione europea nel novembre dello scorso anno secondo la quale il 63% degli interpellati utilizza meno il proprio telefonino in territorio estero. L’attenzione di Bruxelles verso il problema è cresciuta nel corso del tempo anche per le forti pressioni delle Associazioni di consumatori europee. La determinazione con cui il nuovo provvedimento è stato perseguito dall’Ue era già intuibile dalle parole di Viviane Reading, Commissario europeo per la Società dell’informazione e dei media: “Per anni le tariffe dei servizi di telefonia roaming sono rimaste ingiustificabilmente alte. Per tale motivo stiamo affrontando uno degli ultimi muri esistenti nel mercato interno europeo” aveva detto solo pochi mesi fa.

Un compito non facile che ha trovato la ferma opposizione delle aziende operanti nel settore che ricavano, dai servizi roaming, il 10% delle entrate ma con margini di profitto molto elevati, sino al 90% secondo la Commissione europea. Da giugno non sarà più così. Il provvedimento ha imposto infatti un tetto massimo di 49 centesimi di euro al minuto per le chiamate effettuate verso l’estero e di 24 centesimi per le chiamate ricevute all’estero (dalle cifre sono escluse le tasse). Un salasso per i bilanci degli operatori di telefonia mobile che, secondo le stime della Gsm Association, l’associazione internazionale degli operatori gsm, si tradurrà in un dimezzamento dei ricavi da roaming su base annua dai 5 miliardi di euro circa attuali. Un beneficio, tuttavia, per le tasche dei consumatori anche se il provvedimento viene contestato anche sotto questo aspetto dall’associazione.


“Il drammatico calo delle tariffe di roaming – secondo la Gsm Association – ridurrà notevolmente la capacità delle aziende di telefonia mobile di innovare e investire in nuovi servizie infrastrutture, con possibili effetti sul livello di copertura territoriale”. L’associazione inoltre mette in evidenza come le tariffe siano calate, nel corso degli anni, anche senza interventi esterni. Il costo medio per ricevere ed effettuare chiamate mentre si viaggia all’estero in Europa è oggi del 29% più basso rispetto al 2005 secondo il Retail price index dell’industria europea della telefonia mobile. “E ciò grazie alle innovative tariffe introdotte nel corso degli anni”, dichiara il direttore generale dell’Associazione Rob Conway. “La nuova regolamentazione impedirà agli operatori di competere sui prezzi e sui servizi offerti e i ribassi previsti nelle tariffe per i prossimi anni appaiono totalmente slegati rispetto all’evoluzione futura dei costi di roaming”.


La reazione non si è fatta attendere neanche da parte degli operatori italiani i quali hanno ribadito come le tariffe roaming italiane siano fra le più basse del Continente e destinate a scendere nel prossimo futuro grazie a nuove offerte, mentre la risposta delle telecom in Borsa a seguito dell’annuncio è stato inaspettatamente positivo. La causa della strana reazione dei titoli nelle piazze finanziarie europee è stata attribuita all’entità del taglio, inferiore a quanto minacciato in precedenza. La riduzione sarà infatti di circa il 50% contro il 70% preventivato.