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La rivoluzione dell’Egitto scuote le Borse. In picchiata Stm sulle orme di Nokia e Cisco

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Le Borse europee avviano la seduta in territorio negativo. Londra segna un -0,23% a 6.006 punti, Francoforte un -0,37% a 7.313, Parigi un -0,27% a 4.084 e Amsterdam un -0,38% a 369,2. Anche a Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,27% a 22.539 punti ed il Ftse All Share lo 0,2% a 23.171 punti. I venti della rivoluzione che si alzano dal Cairo incutono timore agli investitori. I proclama sul web corrono veloci e disegnano una situazione in ebolizione. Il capo dello Stato Hosni Mubarak, sotto la pressione di una protesta popolare senza precedenti, ieri sera ha delegato i suoi poteri al vice-presidente, ma è rimasto aggrappato al potere, scatenando la furia dei manifestanti. Per una manciata di mesi ancora al potere, il Faraone è disposto a giocarsi tutto. Il suo posto sui libri di storia, la storica alleanza con Washington e, forse, anche il rispetto e il ricordo dei suoi cittadini.


Se davvero la storia ieri sera è passata per il Cairo, così come ha detto Barack Obama, Hosni Mubarak ha fatto finta di non accorgersene. Nel suo discorso alla nazione, anticipato da drammatiche, e poi smentite, voci di dimissioni e partenze per le dorate residenze di Sharm el Sheikh, il presidente egiziano è riuscito in una serie di imprese quasi impossibili, disegnandosi un tramonto tormentato e malinconico, una fine politica drammatica e assumendosi le responsabilità delle possibili conseguenze nelle piazze e nella strade del Cairo e nei futuri scenari geopolitici dell’area più calda del pianeta. “L’Egitto esploderà. L’esercito deve salvare il Paese”, ha tuonato l’ex capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Mohamed El Baradei sulla sua pagina di Twitter all’annuncio del presidente Hosni Mubarak di rimanere al potere del Paese.

In una successiva intervista alla Cnn, il Premio Nobel per la pace ha detto che “il popolo è molto arrabbiato” e ora spetta ai militari “salvare il Paese dalla deriva”. “Dovremmo essere piuttosto preoccupati – ha detto ElBaradei – Loro (Mubarak e il suo vice presidente Omar Suleiman, ndr) devono farsi da parte. Il popolo ha perso fiducia in loro”. Secondo El Baradei, Mubarak ha perso ogni legittimità. In merito all’annunciodel presidente egiziano di passare i poteri al suo vice, l’ex funzionario Onu ha detto: “come si può essere un presidente senza poteri?” L’esercito, che nella storia egiziana ha sempre avuto un ruolo centrale nei passaggi di potere, è stato fino a ieri a guardare. I generali hanno detto che difenderanno i cittadini, ma qualcosa potrebbe cambiare. E’ di questa mattina la notizia che anche gli ufficiali dell’esercito hanno iniziato a unirsi alla protesta dei dimostranti anti-governativi del movimento anti-Mubarak.


Se il caos continuerà nessuno può escludere che i carri armati comincino a muoversi. In questo frangente drammatico e confuso, la comunità internazionale si sta interrogando sulle sue responsabilità e sta guardando con occhi attenti il crepuscolo tragico dell’uomo che per decenni è stato il miglior alleato dell’occidente nel Medio Oriente senza pace. Come segnala Imre Speizer della Westpac Bank “la situazione in Egitto è gravida di rischi in queste ultime ore, ovviamente”. Passa decisamente in secondo piano l’agenda macro, che ha in calendario il discorso del presidente della Bce, Jean Claude Trichet e i dati macroeconomici statunitensi sul deficit commerciale per dicembre e la fiducia consumatori Università del Michigan per il mese di febbraio.


A Milano intanto tornano ad affacciarsi i timori per la situazione finanziaria dei paesi europei dopo che i tassi dei titoli portoghesi hanno raggiunto livelli senza precedenti del 7,63%. Vanno giù le banche con Unicredit (-1%) e Intesa Sanpaolo (-1,44%). Ma a vestire la maglia nera è Stm. Il titolo segna un calo del 5,11% a 8,45 euro. Nelle sale operative segnalano che a deprimere il titolo è la trimestrale di Cisco Systems, che ha archiviato il secondo trimestre dell’anno fiscale con utili in calo del 18% e ricavi in aumento del 6% a 10,41 miliardi di dollari. Dati al di sotto delle attese degli analisti.


In realtà a fare scacco matto su Stm è anche Nokia. Le azioni di Nokia hanno avviato le contrattazioni a  Helsinki in calo del 10% e al momento segnano un calo dell’11,2%. “Lo scivolone delle azioni trascina in basso anche le St, che a Piazza Affari registrano una flessione del 4,3%”, osserva un trader. Del resto l’azienda italo-francese è il primo fornitore della società di telefonini, che questa mattina ha annunciato un accordo strategico con Microsoft, focalizzato sugli smarthphone. L’accordo è stato presentato dai vertici di Nokia come caposaldo di una nuova strategia aziendale. Windows Phone verrà utilizzata come principale piattaforma di Nokia negli smarthphone. Il colosso telefonico non ha però fornito specifici target finanziari sul 2011.