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Ritorno in grande stile dell’M&A: Pfizer conquista Wyeth per 68 miliardi di dollari

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Dopo un 2008 di stallo riparte, almeno per un giorno, il mercato delle fusioni e acquisizioni. E lo fa con la più grande operazione di M&A registrata negli Stati Uniti dal 2006. Pfizer e Wyeth hanno infatti annunciato un accordo definitivo per la fusione delle rispettive attività farmaceutiche. A rendere ancora più significativa l’operazione è la struttura parzialmente a debito del deal. Pfizer è infatti riuscita nell’impresa di aggregare attorno a se un pool di banche che metterà a disposizione finanziamenti per 22,5 miliardi di dollari. L’operazione, che si delinea come una vera e propria rarità in una fase in cui le uniche fusioni sono frutto di operazioni di salvataggio, darà quindi ossigeno all’industria dell’M&A e dell’investment banking almeno in via temporanea.


Dalle nozze fra i due gruppi, anticipate venerdì da indiscrezioni apparse sul Wall Street Journal, nascerà un aggregato dal fatturato annuale di circa 75 miliardi di dollari, con quote prossime al 10% del mercato americano ed europeo. E’ l’operazione di maggiori dimensioni nell’industria farmaceutica dal 2000, quando a convolare a nozze erano state Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.

La transazione sarà regolata parte in azioni e parte in cash. Gli azionisti Wyeth riceveranno per ognuno dei titoli posseduti 33 dollari in contanti e 0,985 azioni Pfizer. Complessivamente l’offerta costituisce per gli azionisti Wyeth un premio di poco meno del 30% rispetto ai valori di chiusura di venerdì.


Sempre oggi Pfizer ha annunciato un calo degli utili del quarto trimestre 2008 del 90% rispetto a un anno prima, con profitti attestatisi a complessivi 266 milioni.