Ritorno assoluto, la strategia di Threadneedle. Parla Aspesi, country manager Italia

Inviato da Massimiliano Volpe il Gio, 09/10/2014 - 11:34
Da ormai alcuni anni le strategie a ritorno assoluto raccolgono sempre più interesse da parte dei grandi investitori come dai risparmiatori. Ma quali sono gli obiettivi che è realmente possibile raggiungere inserendo queste strategie in portafoglio?

Le strategie UCITS a ritorno assoluto offrono molta flessibilità d'utilizzo. Molti investitori istituzionali che hanno necessità d'investimento di lungo periodo utilizzano le strategie a ritorno assoluto come componente portable alpha (si aggiunge ritorno assoluto a strategie direzionali). Vediamo spesso strategie obbligazionarie a ritorno assoluto che si accompagnano ad ETF obbligazionari o fondi obbligazionari tradizionali a forte gestione attiva. Nell'ambito del private banking o della clientela privata la componente a ritorno assoluto assume dei contorni molto più sostanziali, con esposizioni che raggiungono anche il 30% di portafoglio. Siamo fermamente convinti che le strategie UCITS alternative aumenteranno il peso specifico nelle componenti di portafoglio non appena si registreranno le prime tensioni sui rendimenti obbligazionari (rialzo di tassi e curva) ed il ciclo del credito si avvicinerà al picco storico.

Un investitore interessato ad avvicinarsi alle strategie a rendimento assoluto a quale orizzonte temporale dovrebbe guardare per beneficiare delle potenzialità di questi strumenti?

I principali utilizzatori di strategie alternative sono investitori che hanno necessità di proteggere il capitale senza perdere opportunità di partecipare a mercati obbligazionari e azionari in rialzo. Il limite concettuale che contraddistingue gli investitori italiani risiede nell'orizzonte temporale di breve periodo che ogni scelta d'investimento presuppone. Le strategie a ritorno assoluto devono creare ritorno con una bassa correlazione al mercato quindi necessitano di tempo per sviluppare i temi vincenti di diversificazione. Troppo spesso una gestione a ritorno assoluto è messa in discussione per un ritorno non soddisfacente dopo un mese di mercati tradizionali che sono andati molto bene. Essendo strategie a ritorno assoluto sarei molto stupito di vedere fondi absolute return con ritorni del 10-15% in un anno solare. La strategia a ritorno assoluto deve ricercare un ritorno annualizzato costante in ogni condizione di mercato, non deve ne rincorrerlo ne cercare di superare i limiti di rischio per mere esigenze di performance. Investitori istituzionali puri come fondazioni o casse privatizzate hanno una maggiore comprensione delle tempistiche d'investimento in prodotti a ritorno assoluto.

Parlando di investitori, qual è la tipologia di clienti che si è dimostrata maggiormente interessata a questi prodotti?

Threadneedle opera in maniera trasversale nel mercato dei fondi alternativi in Italia. Vediamo un maggiore interesse in fondi obbligazionari a ritorno assoluto da parte di consulenti private banking che necessitano di diversificare nel credito o hanno dei ritorni importanti accumulati negli ultimi 5 anni da proteggere. I gestori di fondi di fondi, gestioni patrimoniali e unit linked cercano invece maggiori opportunità d'investimento in strategie long short equity, l'interesse è più focalizzato nel ritorno di medio lungo periodo. Le fondazioni privilegiano la crescita del capitale che permetta di erogare l'extra rendimento per le esigenze del territorio e quindi sono più esposte a strategie a ritorno assoluto liquide e conservative.

Quali spazi di crescita vede per questi strumenti su un orizzonte di 12 mesi?

Dato il contesto attuale dei mercati finanziari che sono dominati da liquidità in abbondanza creata dalle banche centrali ci aspettiamo una costante crescita degli assets investiti in strategie a ritorno assoluto. Nei prossimi 12 mesi ci aspettiamo un'inversione di tendenza nei mercati obbligazionari governativi e nel mercato del credito con maggiore volatilità nelle strategie direzionali buy and hold. Gli stessi mercati azionari hanno superato o sono prossimi ai massimi degli ultimi 5 anni con le aziende che hanno ancora margini di crescita negli utili nonostante una crescita reale del prodotto interno lordo non particolarmente entusiasmante. Non possiamo non considerare un aumento della componente absolute nelle strategie di portafoglio di clienti privati ed istituzionali.

Quali tendenze è possibile ravvisare in Europa nell'utilizzo di queste strategie?

Il maggiore interesse per le strategie Ucits a ritorno assoluto si registra nella regione Sud Europa con una tipologia di clientela avversa al rischio e con focus primario sulla preservazione del capitale. In particolare, in Italia l'esigenza di ritorno assoluto privilegia le strategie obbligazionarie long short credit (che investono sulle obbligazioni sia al rialzo che al ribasso, ndr)) o global macro fixed income (focalizzate sul reddito fisso con strategie basate sulla valutazione del contesto macroeconomico) rispetto a strategie long short azionarie (che vanno al rialzo e al ribasso sulle azioni). La ragione risiede nel fatto che la componente obbligazionaria direzionale rappresenta almeno il 50% dei portafogli italiani e quindi una strategia a ritorno assoluto fixed income permette di ridurre la volatilità complessiva. Nell' Europa continentale, Germania in prima posizione, si privilegiano invece strategie a ritorno assoluto di tipo azionario. Gli investitori hanno una propensione al rischio leggermente più alta ed un orizzonte temporale più lungo rispetto ad Italia, Francia e Spagna. Non dimentichiamoci inoltre che in Germania e Svizzera la curva dei rendimenti è ai minimi da oltre 2 anni ed i tassi d'interesse reali sono negativi. Spostandoci più a nord, in particolare paesi nordici e Regno Unito, le esigenze d'investimento privilegiano temi di diversificazione di lungo periodo. Le strategie Ucits più gettonate riguardano la gestione attiva in commodities che permette di diminuire la volatilità complessiva di portafoglio e protegge il potere d'acquisto grazie a una correlazione positiva all'inflazione nel lungo periodo.   

Intervista tratta dal numero di settembre del mensile "F risparmio & investimenti"

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