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Ritorno alla lira, per Morgan Stanley e’ un comodo capro espiatorio

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Piena bocciatura alla proposta di un ritorno alla lira in Italia, prospettata dal ministro del Welfare, Roberto Maroni. La pensano così gli analisti di Morgan Stanley. Il fascino delle mille lire, andate in pensione solo qualche anno fa, sarebbe fatale all’economia del Bel Paese perché porterebbe il debito pubblico fuori controllo con “conseguenze caotiche”. Secondo i calcoli di Eric Chaney di MS l’ingresso nell’euro ha salvato l’Italia da uno scenario dominato da “una profonda crisi del debito con diverse riduzioni del giudizio da parte delle agenzie di rating”. L’esperto non fa sconti dipingendo uno scenario da brivido. “Il debito sarebbe andato in default portando il paese a bussare alla porta del Fondo Monetario Internazionale. Italia probabilmente sarebbe circa il 30% più povera di quanto è oggi. Sto esagerando? Purtroppo non penso proprio”, chiosa l’analista che ha redatto il report. “Prima del 1992 il debito italiano stava entrando in una spirale di crescita rapida e solo il desiderio e la volontà di unirsi ai paesi dell’euro ha obbligato le forze politiche al potere a varare le più urgenti misure fiscali così come quelle sulle pensioni. Lasciare l’euro oggi sarebbe peggio: l’Italia potrebbe non avere altra alternativa che il default, con le caotiche conseguenze che tutti possiamo immaginare”, conclude l’esperto.