Risparmio/investimento: quale è l'atteggiamento degli italiani in tempi di crisi?

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 15/01/2014 - 11:53
Raggiungere gli obiettivi di investimento e risparmio prefissati diventa una meta sempre più difficile per gli italiani. Solo uno su dieci immagina infatti di potere rispettare i piani che si è prefissato. Gli effetti della crisi si fanno sentire, con una fiducia sul futuro opaca e uno spirito imprenditoriale quasi bandito. E così le famiglie italiane risparmiano meno, con rinunce importanti legate a figli, matrimonio e prima abitazione. Come invertire la rotta? Rigenerare fiducia e propensione al consumo. Questi in sintesi gli elementi salienti emersi dall'ultima ricerca di Nielsen sulle strategie di risparmio e investimento realizzata a livello globale in 60 Paesi su un campione di più di 30 mila consumatori nel periodo 14 agosto - 6 settembre 2013.

Una sfiducia verso il futuro che emerge - per Nielsen - nel 69% degli intervistati che vedono difficile il raggiungimento degli obiettivi. A parziale compensazione, il 44% degli intervistati segnala la volontà di mantenere una speranza sul futuro, continuando a perseguire gli obiettivi prefissati. Ancora più evidente - per il 21% della popolazione italiana - la fiducia nella fattibilità di raggiungere i propri obiettivi d'investimento e risparmio, anche a costo di cambiare in corsa i propri programmi.

Ma quali sono le priorità di risparmio-investimento per gli italiani? Dall'istantanea scattata da Nielsen emerge prima di tutto il futuro dei figli (21%, dato mondiale 16%). Al secondo posto le spese non preventivate legate all'abitazione (16%). Con uno sguardo più prospettico seguono i fondi pensione (13%), i problemi di salute e la perdita del lavoro (analoga percentuale, 10%). L'8% degli italiani risparmia e investe per l'acquisto della prima casa e un'istruzione superiore. 
E in questo particolare periodo di crisi lo spirito imprenditoriale degli italiani relativamente a nuove attività viene evidenziato solo dall'1% degli intervistati, dato in controtendenza sulla media mondiale (5%), che fa riflettere rispetto alla diffusione della piccola e media impresa (oltre che delle partite IVA) su tutto il territorio nazionale.

L'acquisto di una seconda casa, la ristrutturazione della prima abitazione o un matrimonio trovano un interesse concreto nel risparmio per solo - rispettivamente -  il 2 e 3% degli abitanti della Penisola. Come già indicato, lo sguardo sul futuro resta pieno di incognite per gli italiani; non a caso il 70% degli intervistati dichiara di non avere in programma di risparmiare / investire per l'acquisto di una seconda casa o per apportare migliorie alla prima. A questo dato occorre inoltre sottolineare come il 60% degli italiani attualmente non intenda risparmiare in vista di un matrimonio  o per la nascita di un figlio.
A conferma dell'attuale, scarso, spirito imprenditoriale degli italiani, ben il 67% dei rispondenti dichiara di non essere intenzionato a investire né ora né nel prossimo futuro.
 
Rispetto alle entrate maturate per raggiungere gli obiettivi finanziari prefissati il 44% degli intervistati italiani (16% media globale, +28 punti percentuali Italia) ha subìto una riduzione più o meno elevata a fronte di un 36% che dichiara di non aver subito particolari variazioni. Nella popolazione italiana solo il 19% ha rilevato un aumento delle entrate mensili volte a favorire risparmi/investimento.
Sulle forme di risparmio/investimento, il conto corrente resta l'unico strumento per il 63% degli italiani, utilizzato per raggiungere gli obiettivi posti sul futuro dei figli (63%), gestione delle emergenze (58%) seguiti da acquisto di prima casa (55%), nascita di un figlio  e matrimonio (medesima percentuale, 45%).
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