Risparmio, pensione e tenore di vita. UBI Pramerica si prepara alla grey zone

Inviato da Massimiliano Volpe il Lun, 31/03/2014 - 10:32
La profondità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo economico e finanziario possono avere degli impatti importanti sul benessere futuro. Il mutato scenario economico, il recente innalzamento dell'età pensionabile e la crescente flessibilità in entrata e uscita nel mercato del lavoro, hanno "portato in superficie" la possibilità, per un numero crescente di persone, di potersi trovare ad affrontare eventuali periodi di transizione, più o meno lunghi, tra lavoro e pensione, durante i quali potrebbe essere necessaria una fonte di reddito personale alla quale attingere in attesa di maturare la pensione. UBI Pramerica identifica questo potenziale arco temporale tra lavoro e pensione con il nome di Grey Zone e con una indagine presentata al Salone del Risparmio ha voluto indagare il grado di consapevolezza e preparazione degli italiani a far fronte a questa eventualità.

I risultati della ricerca

UBI Pramerica ha intervistato un campione rappresentativo di italiani, uomini e donne, di età compresa tra 35 e 59 anni, appartenenti alle fasce reddituali più alte della popolazione italiana, per scoprire le loro aspettative sul tenore di vita nel periodo che precede la maturazione del diritto alla pensione e sul grado di preparazione a un'eventuale riduzione o assenza di reddito in tale periodo.

Mantenere il proprio tenore di vita nel tempo: priorità assoluta in un paese storicamente orientato al risparmio

Dalle interviste è emerso che il 91% dei risparmiatori è preoccupato di avere sufficienti risparmi per coprire i bisogni di consumo nel periodo compreso tra la fine del lavoro e la maturazione del diritto alla pensione e concorda sulla necessità di prepararsi per tempo, risparmiando e investendo per questo obiettivo. Si conferma la cultura del risparmio e l'attenzione a eventuali emergenze e al mantenimento del tenore di vita. Ad esempio, la porzione del campione di analisi composto da nuclei familiari con reddito mensile compreso fra 3.000 e 7.000 euro netti, dichiara infatti una capacità di risparmio significativa, che varia dal 16% al 21% del proprio reddito. Tuttavia, l'analisi evidenzia anche alcune incongruenze nella gestione del risparmio in un'ottica di lungo periodo che suggeriscono l'importanza di una maggiore dinamicità nell'allocazione degli investimenti nel tempo, con portafogli in grado di cogliere le migliori opportunità di rendimento in relazione all'orizzonte temporale degli investitori.

Emerge una nuova realtà: la Grey Zone, il periodo di incertezza fra lavoro e pensione

L'analisi evidenzia una iniziale convinzione di fondo circa la stabilità del tradizionale ciclo "lavoro-pensione senza interruzione". Solo il 40% degli intervistati ritiene infatti, nella fase iniziale dell'intervista, che possa esserci una probabilità di dover lasciare forzatamente il lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione a causa della cessazione del rapporto di lavoro o per inabilità a svolgere la propria attività in età avanzata. Tuttavia, paragonando la situazione attuale rispetto a quella di cinque anni fa, 7 intervistati su 10 dichiarano di avere meno fiducia rispetto al passato. L'incertezza per il futuro è collegata a molti elementi di preoccupazione tra cui la pressione fiscale crescente e le modifiche al sistema pensionistico pubblico.

Conoscenza dei cambiamenti in atto nel sistema previdenziale e del lavoro: disallineamento fra aspettative e realtà

Solo 1 intervistato su 4 conosce pienamente le recenti riforme del lavoro e delle pensioni. Inoltre, è percezione diffusa che tali riforme possano avere un impatto negativo sul tenore di vita futuro: infatti, tra gli intervistati che esprimono una valutazione in merito, tale convinzione è espressa nel 62% dei casi. Infine dalla ricerca emerge un disallineamento di fondo tra le aspettative degli italiani e la realtà: 1 persona su 2 non ha idea di quando andrà in pensione e, in media, 61 anni è l'età a cui desidererebbe farlo.

Transizione dal lavoro alla pensione: consapevolezza di un nuovo bisogno, la Grey Zone, e preparazione ad affrontarlo

Di fronte a una concreta ipotesi di riduzione o assenza di reddito nel periodo che precede il diritto alla pensione, una persona su due dichiara che non saprebbe come gestire tale situazione. Una volta sollecitati a riflettere concretamente su tali eventualità gli intervistati dichiarano una forte volontà di rivedere i propri comportamenti di risparmio e investimenti di lungo periodo: l'86% è pronto a ripensare la propria allocazione del patrimonio e valutare come meglio gestire i propri investimenti e l'85% si domanda se ha risparmiato abbastanza e se è adeguatamente preparato a far fronte a tali evenienze.

In conclusione, gli intervistati dimostrano una buona comprensione degli elementi chiave della pianificazione finanziaria di lungo periodo e una discreta apertura al supporto di un professionista che possa proporre le soluzioni di investimento più adatte ad affrontare con serenità la Grey Zone, il periodo di transizione tra il lavoro e la pensione.



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