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Risparmio: Osservatorio PricewaterhouseCoopers, torna a crescere la ricchezza delle famiglie

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In Italia la ricchezza delle famiglie, fortemente legata alle attività reali e in particolare al patrimonio immobiliare, è tornata a crescere nel 2009 raggiungendo il massimo storico di 9.480 miliardi di euro, dopo il declino registrato nel 2008. Il peso delle attività finanziarie nel portafoglio delle famiglie italiane, è invece calato del 5%, attestandosi a 3.480 miliardi di euro. Questa ricchezza è stata suddivisa per il 27% in prodotti di risparmio gestito e per il 73% in risparmio amministrato e circolante.

Questi, in sintesi, i primi risultati emersi dall’Osservatorio Permanente sulla Gestione del Risparmio delle Famiglie Europee, denominato ORFEO, lanciato 8 mesi fa da PricewaterhouseCoopers e dall’Università di Parma e curato da Giacomo Neri, partner PwC Advisory (Financial Services Practice), e dal Professor Gino Gandolfi (ordinario presso la Sezione di Finanza, Banche e Assicurazioni del Dipartimento di Economia dell’univeristà).

I risultati dell’Osservatorio, presentati nel corso della tavola rotonda “Il risparmio delle famiglie italiane: una risorsa strategica per il Paese e le opportunità dello scudo fiscale”, moderata dal Professor Marco Onado e che ha visto la partecipazione di Mauro Micillo (Amministratore Delegato Eurizon Capital), Matteo Bosco (Country Head Aberdeen Asset Management), Gabriele Tavazzani (Vice Direttore Generale Crédit Agricole Asset Managemet ) e Giuseppe Zadra (Presidente Prima Sgr) hanno evidenziato altri aspetti.

Primo tra tutti un elevato grado di finanziarizzazione dell’economia italiana: l’Italia presenta un livello di ricchezza finanziaria, in proporzione al valore delle attività produttive, relativamente elevato e pari a circa tre volte il PIL, superiore in Europa a grandi economie quali Francia, Germania e Spagna. Nel 2009 il settore del risparmio gestito rappresenta un valore del patrimonio promosso pari a 1.466 miliardi di Euro, per il 35% riconducibile alla clientela istituzionale e per il 65% a quella private e retail.

L’evoluzione storica del settore evidenzia dopo un biennio di significativa riduzione del patrimonio gestito un’inversione di tendenza nel corso del 2009 con un incremento del 16%. Si prevede per il 2011 il ritorno ad i livelli di picco del 2006. Tra il 2005 ed il 2011 si evidenzia un calo delle gestioni collettive e individuali, che subiscono una sensibile riduzione del valore complessivo, dal 61% al 49%, ed un incremento della componente assicurativa, passata dal 39% al 51%.

L’analisi conferma inoltre il modello “banco-centrico” della realtà italiana del risparmio gestito. Il canale bancario, anche se in marginale calo, prevale nella distribuzione dei prodotti di risparmio gestito (nel 2008 quasi il 70% delle masse promosse è stato intermediato attraverso sportelli bancari). Tra il 2005 ed il 2008 la quota percentuale riferita al canale bancario è diminuita a favore di altri canali quali gli agenti/broker assicurativi, le reti di promotori e consulenti indipendenti e i canali alternativi (Poste Italiane).

In Italia nel 2009 la ricchezza dei “paperoni” o HNWI (High Net Worth Individuals) è aumentata del 19%, raggiungendo circa 882 miliardi di Euro suddivisi tra 640 mila famiglie. Tale incremento è in parte riconducibile all’effetto performance (+7,3%) e in parte allo scudo fiscale che, con i suoi 85 miliardi di Euro rimpatriati (il 60% circa provenienti dalla Svizzera), appare come una significativa opportunità di rilancio per il settore del risparmio gestito. Più della metà dei capitali scudati è infatti attualmente detenuta in liquidità e nei prossimi mesi verranno veicolati verso prodotti di risparmio gestito.

Sulla scia dello scudo e del conseguente ampliamento della base cliente (da 586 mila a 640 mila famiglie) e delle masse (con il portafoglio medio che passa da 1,26 a 1,38 milioni), si stima un aumento di redditività del segmento (+1,2 miliardi di Euro di ricavi e un +0,4 degli utili). “La crisi finanziaria senza precedenti ha evidenziato alcune aree di miglioramento nel sistema bancario – ha commentato Giacomo Neri, Partner PwC – tuttavia il settore della gestione del risparmio (nelle varie componenti assicurative ed asset management) ha dimostrato di essere considerevolmente più robusto. I cambiamenti nella normativa e i mutamenti delle preferenze degli investitori apriranno una gamma di opportunità e di minacce che nessun operatore di asset management potrà permettersi di ignorare”.

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