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Risparmi: Acri-Ipsos, dopo 4 anni torna la fiducia. Il mattone? L’investimento ideale nel 2015

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Dopo quattro anni di crisi gli italiani guardano con più fiducia al futuro e alle prospettive del paese. E se è vero che le famiglie nostrane colpite dalla crisi sono ancora molte (il 25% contro il 27% del 2014 e il 30% del 2013), cresce anche il numero di soddisfatti rispetto alla propria situazione economica, per la prima volta dopo quattro anni, superando quello degli insoddisfatti: di ben 10 punti percentuali. E’ quanto emerge dall’ultima indagine Acri-Ipsos sul risparmio realizzata in occasione della 91esima Giornata Mondiale del Risparmio.

Oggi più di 1 italiano su 3 è fiducioso sul futuro dell’Italia (36%), mentre gli sfiduciati sono il 27%: un saldo positivo di 9 punti percentuali a favore degli ottimisti che, unito al miglioramento del saldo dello scorso anno, evidenzia una tendenza di robusta crescita della fiducia nel Paese (l’anno scorso il saldo era ancora negativo, -15, ma già in forte miglioramento; due anni fa era -23). Nel 2015, dunque, il saldo tra ottimisti e pessimisti passa da -15 dello scorso anno al +9 attuale: un miglioramento di 24 punti percentuali. 
Riguardo al futuro, stando al rapporto annuale Acri-Ipsos, il numero dei fiduciosi su un miglioramento del proprio tenore di vita è superiore a quello degli sfiduciati (13% gli sfiduciati, 26% i fiduciosi): un dato questo su cui incide il forte recupero di fiducia presso i giovani (18-30 anni) per i quali il saldo tra ottimisti e pessimisti raggiunge il livello di +23 (quasi il doppio dell’ottimo +12 del 2014), ma anche degli over 65 che, dopo otto anni di negatività, tornano in una situazione di equilibrio tra pessimisti e ottimisti.

Il mattone è l’investimento ideale 
E nel 2015 l’investimento ideale torna a essere il mattone. Nel 2006 la percentuale di coloro che vedevano nella casa l’investimento preferito era il 70%, scesa progressivamente fino al 24% del 2014; nel 2015 risale, invece, di ben 5 punti percentuali, raggiungendo il valore del 29%. L’immobiliare torna di nuovo a essere l’investimento ideale nel Centro e nel Sud. Rimangono in maggioranza relativa (il 35%) coloro che reputano questo il momento di investire negli strumenti ritenuti più sicuri (risparmio postale, obbligazioni e titoli di Stato) e si trovano prevalentemente nel Nord Italia. Il numero complessivo degli amanti dei prodotti più a rischio cresce anch’esso, attestandosi al 9%.