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Risky assets: tre ‘megatrend’ per l’investimento a medio termine

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In questa fase positiva per i “risky assets” la maggior parte degli investitori sta cercando di traguardare i cosiddetti “megatrends” per capire quali potrebbero essere le nuove sfide di investimento nel medio termine, mettendo comunque in conto la necessità di allungare il proprio orizzonte temporale.

 

Secondo il weekly focus di R&CA Ricercaefinanza.it, dalle analisi proposte dai gestori si evince che lo scenario futuro poggia almeno su tre pilastri:

1. Urbanizzazione: la parte del leone la fanno i Paesi emergenti: si calcola che nel 1950 solo 1/3 della popolazione mondiale viveva in città, mentre nel 2030 saranno i 2/3 degli abitanti a risiedere nei centri urbani; la migrazione sarà rappresentata per l’83% dal movimento delle popolazioni di Asia e Africa.

 

2. Invecchiamento: nel 1950 l’età media mondiale era di 48 anni, mentre nel 2010 era ormai vicina a 70. Interessante l’analisi della Federal Reserve Bank of San Francisco che recentemente ha pubblicato uno studio sui pensionamenti dei ‘baby-boomers’ e la possibile flessione del mercato azionario; la ragione sarebbe in relazione ad un aumento di vendite del portafoglio di investimento accumulato per far fronte alle necessità di cassa per i propri consumi.

3. Tecnologia: software e nuovi devices sono elementi di evoluzione rapidissima e di forte penetrazione in ogni area.

Individuati i megatrends rimane comunque difficile coniugarli con la capacità di trarre valore da relativi investimenti finanziari. Come fare? Occorre  valutare attentamente il reale aspetto innovativo e la sostenibilità dei trend, i loro effetti concreti di business, evitare le idee troppo pubblicizzate, utilizzare strumenti di investimento trattati su mercati regolamentati ed infine utilizzare sempre modelli di asset allocation e controllo del rischio funzionali.