1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Il risiko delle società-mercato riparte da Doha

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

E’ di nuovo il momento del consolidamento delle borse mondiali. Dopo essere andata in scena la fusione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange e poi il gemellaggio tra il colosso Nyse e la francese Euronext, sulla scena internazionale adesso emerge la voglia di rafforzarsi. La Borsa più grande del mondo ha strappato un sì storico, che la proietta nei ricchi mercati del Golfo.


Il Nyse Euronext ha infatti raggiunto un accordo in base al quale acquisirà il 25% della piazza finanziaria di Doha. Il prezzo su cui è stata raggiunta l’intesa è 250 milioni di dollari. Obiettivo declamato espandersi nella ricca area medio-orientale, dove qui il nervosismo affiorato sulle Borse di tutto il mondo che nell’ultimo mese hanno perso in media il 4,5%, bruciando quasi 3mila miliardi di dollari, l’equivalente del Pil della Germania, è un perfetto sconosciuto.

I numeri parlano da soli: nell’ultimo anno i mercati di quest’area hanno messo a segno le migliori performance del globo: l’Oman ha guadagnato l’86,8%, la Giordania il 56,8%, il Qatar il 53,9% e Abu Dhabi il 44,1%, seguiti da Egitto, Kuwait, Dubai, Bahrain, Arabia Saudita e Marocco. Secondo gli esperti di mercato la loro ascesa è solo alle battute d’inizio: in molti sono, infatti, convinti che le potenzialità in quest’area del mondo per un’ulteriore crescita siano ottime.


E il merito di tanto non ottimismo non affonda le radici solo nel petrolio, che qui sgorga a fiumi. Gli sceicchi hanno capito che possono giocare un ruolo centrale nel rilancio dell’economia mondiale, ancora alle prese con il dissesto subprime che ha piegato quelle che una volta erano considerate le grandi potenze finanziarie, tenendosi in casa i petrodollari e attirando investimenti esteri per far da volano al lancio del Medio Oriente sulla scena internazionale.


L’ennesima riprova è l’operazione che si è concretizzata oggi il cui closing è atteso entro il quarto trimestre dell’anno. Con un particolare non secondario: lo Stato del Qatar continuerà a fare la parte del leone, mantenendo la quota restante del 75% della Borsa di Doha. Per continuare a fare il padrone in casa propria.