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Risiko banche: per Bpm si intensifica la corte di Ubi e Banco Popolare, si tratta su sede e governance

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Bergamo e Verona si contendono Bpm. Tiene sempre banco a Piazza Affari il risiko bancario con una sempre maggiore convergenza dell’interesse verso l’istituto milanese anche se i tempi potrebbero rivelarsi più lunghi del previsto. 

Banco Popolare pronto a fare concessioni su sede e governance 
Stando alle ultime indiscrezioni si sta profilando un vero e proprio testa a testa fra Ubi Banca e Banco Popolare per accaparrarsi l’istituto di piazza Meda dopo che sembra essere tramontata del tutto l’ipotesi di una fusione tra Ubi e Banco. Secondo quanto riportato oggi da “Il Messaggero”, la partita si giocherebbe sulla sede a Milano e una governance che valorizzi la banca guidata da Giuseppe Castagna  e proprio su questi punti l’istituto scaligero  avrebbe rimontato nei confronti della rivale bergamasca. Il quotidiano romano rimarca come ai consulenti Lazard e Citi sarebbero pervenute dagli advisor di Ubi (Credit Suisse e Morgan Stanley) e del Banco Popolare (Mediobanca e Bofa Merrill Lynch) le risposte alle richieste formulate. 

In caso di fusione Ubi-Bpm, rimarca il Messaggero, nascerebbe il terzo gruppo bancario italiano con 165 mld di attivo e 2.210 filiali, sede a Bergamo e filiale operativa a Milano, ceo Victor Massiah e ruolo di dg per Castagna. Di contro un’unione Banco-Bpm (173 mld di attivo e 2.468 sportelli) vedrebbe il Banco disposto ad accettare la sede a Milano con anche la poltrona di ad per Castagna.
A inizio settimana altre indiscrezioni stampa avevano dato in dirittura d’arrivo l’operazione Bpm-Ubi. Si era anche parlato di una possibile fusione a tre Bpm-Ubi-Banco con la nascita di un colosso da 4200 sportelli, che però gli analisti hanno subito battezzato come difficilmente realizzabile, per lo meno nel breve periodo.

Debolezza del settore in Borsa 
Questa mattina a Piazza Affari si segnala una debolezza generalizzata in Borsa per il comparto bancario reduce dal corposo rally della vigilia. Spiccano soprattutto i cali di oltre il 2 per cento di Mps e Bper. Cali marcati anche per Banco Popolare (-1,45%), Ubi (-1,8%) e Unicredit (-1,35%). Limita le perdite invece proprio Bpm con un -0,7% a 0,886 euro.